Il dolore
Omicidio colposo, ospedale citato a giudizio
Dipendente accusata di aver aperto la portiera di un’auto di servizio e provocato un incidente mortale
PISA. Azienda ospedaliera citata a giudizio come responsabile civile per la morte di un anziano che, in bici, venne investito a Livorno da un’auto dopo aver evitato un ostacolo improvviso lungo la strada.
Quell’ostacolo secondo l’accusa era la portiera di una macchina di proprietà dell’Aoup e l’autrice del gesto, stando alla Procura, fu un’infermiera in servizio con una dottoressa nella città labronica. Lo scarto in bici che l’uomo, Carlo Campana, 86 anni, fu costretto a fare per evitare l’impatto lo avrebbe portato sull corsia opposta finendo contro l’auto condotta da Massimo Nigiotti. Silva Sfinzi dell’Aoup e l’automobilista Nigiotti sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo in cooperazione davanti al giudice monocratico con la prima udienza fissata per il 10 luglio. Nel processo entra anche l’azienda ospedaliera citata come responsabile civile - in qualità di proprietaria dell’auto e di datore di lavoro dell’imputata - che ha nominato come legale, l’avvocato Nicola Gori, mentre le parti civili - figli e nipoti di Campana - sono assistiti dall’avvocato Vinicio Vannucci.
L’incidente avvenne il 14 settembre 2012. Campana stava andando al mare quando in bici sul viale Italia, davanti alla Baracchina rossa, arrivato all’altezza dell’auto dell’ospedale pisano si spostò al centro della strada e venne centrato da un’automobilista.
Dopo giorni di agonia in rianimazione, il pensionato morì. La figlia Paola disse subito che non poteva essere stato un malore a far perdere l’equilibrio del padre in sella alla bicicletta favorendo lo scontro mortale. Per la Procura l’apertura della portiera da parte dell’infermiera innescò la carambola dall’esito fatale. (p.b.)
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