Il Tirreno

Pisa

Infermiera fa timbrare il figlio chiesto il processo per truffa

di Pietro Barghigiani
Infermiera fa timbrare il figlio chiesto il processo per truffa

La donna, invece di essere al lavoro in ospedale, era impegnata a portare gli altri figli a scuola L’azienda si è costituita parte civile per chiedere il risarcimento dei danni in caso di condanna

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PISA. Lei portava i figli a scuola, mentre l’altro figlio timbrava al posto suo.

Sono solo due episodi contestati dalla Procura, ma sufficienti per chiedere il rinvio a giudizio per truffa aggravata nei confronti di un’ex infermiera, da tempo fuori dall’ospedale.

Il gup Elsa Iadaresta ha rinviato a dopo l’estate l’esame della richiesta argomentata nell’udienza preliminare dal sostituto procuratore, Giancarlo Dominijanni che vuole mandare sotto processo l’ex dipendente per fatti avvenuti nel 2012 ai danni dell’Aoup.

Stando alla ricostruzione degli episodi, per i quali l’azienda ospedaliera si è costituita parte civile, il 7 e il 9 febbraio del 2012 l’infermiera fece timbrare l’ingresso in corsia al figlio anche se lei non era presente a Cisanello.

Una “delega” che in seguito venne scoperta e segnalata alla magistratura e che ora rischia di trasformarsi in un processo.

Per l’accusa aveva dato il proprio badge a uno dei figli. Il giovane era entrato in ospedale e una volta davanti al sistema di rilevazione delle presenze in entrata aveva timbrato facendo risultare la mamma in servizio quando, invece, la donna era impegnata a portare gli altri figli a scuola. Poi con calma era andata al lavoro riprendendo la tessera magnetica dal figlio che aveva strisciato la card per conto della madre.

Le accuse sono riferite a due giorni di timbrature per conto terzi che hanno arrecato un danno all’ospedale e un profitto, ritenuto ingiusto, per l’allora dipendente, la cui accusa di truffa è considerata aggravata perché commessa ai danni di un ente pubblico. In parallelo c’è anche l’ipotesi del danno erariale che può essere contestato dalla Corte dei conti.

Nel marzo 2014 due caposala e un’infermiera, sempre in servizio a Cisanello, vennero condannate una a 12 mesi e le altre due a 10 mesi per il reato di truffa. Al centro del processo c’erano ancora una volta le timbrature irregolari.

La vicenda andava avanti da tempo con un comportamento diventato fonte di prova nei passaggi illeciti con una serie di video girati dai carabinieri. Non solo. Oltre alle immagini esaustive ai fini della sentenza di colpevolezza, nel fascicolo finirono anche gli esiti degli appostamenti durante i quali le due caposala, poi condannate, venivano viste al bar nonostante i cartellini dicessero che erano in corsia.

Un'infermiera timbrava al posto della sua superiore e ne copriva le assenze. La caposala condannata a un anno nel frattempo è stata licenziata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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