Sicurezza
Già arrestate venti volte, tentano di derubare due turiste sull'autobus
Le nomadi sono state bloccate dai carabinieri, ma il magistrato ha dovuto rimetterle in libertà perché entrambe sono in stato interessante
PISA. Autobus affollato da numerosi turisti e due nomadi ben vestite che scelgono l’obiettivo tra i passeggeri appaiono più sprovveduti o spaesati: un copione già visto.
Nel primo pomeriggio del 12 giugno una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile dei carabinieri della Compagnia di Pisa è stata avvicinata da un cittadino il quale ha segnalato il fatto che la conducente di un autobus si trovava in difficoltà a causa di alcuni nomadi.
Individuato il pullman che si trova fermo in via Bonanno Pisano, i militari hanno notato che tutte le porte di accesso sono chiuse e la conducente sta animatamente discutendo con due nomadi.
L'autista ha raccontato di aver notato le due nomadi salire a bordo alla fermata di piazza Manin e di averle viste aggirarsi con fare, fino a che non si sono avvicinate a due turiste dai tratti somatici orientali; a quel punto si è accorta che una delle due nomadi, approfittando della distrazione di una turista che di proposito era stata coinvolta in una discussione da parte dell’altra nomade, apriva la borsa a tracolla della passeggera, estraendo un portafogli di colore rosa.
L’autista ha fermato il bus e telefonato al 112 chiedendo l’intervento di una pattuglia, avendo capito che le nomadi si erano appena rese responsabile di borseggio. All'arrivo dei carabinieri, la nomade che si era impossessata del portafogli della turista, lo aveva gettato per terra tra i sedili dove era stato poi recuperato dalla vittima.
La pattuglia del Nucleo Radiomobile, giunta sul posto, ha chiesto l’intervento di un’altra pattuglia della stazione dei carabinieri di Porta a Mare per trasportare le due turiste al comando provinciale e sporgere formale denuncia di furto. E' emerso che anche l’altra turista, madre della prima vittima, era stata a sua volta bersaglio di un tentato furto con destrezza. In particolare la donna, accortasi in tempo che una delle nomadi aveva le mani all’interno della sua borsetta, aveva urlato attirando l’attenzione della figlia la quale, distratta dalle grida della madre, a sua volta aveva subito il furto del portafogli.
Le turiste, di nazionalità cinese ma residenti negli Stati Uniti, dopo aver denunciato il furto, hanno ringraziato i carabinieri e sono tornate a visitare la città, mentre i militari hanno compiuto accertamenti sulle due nomadi residenti a Roma. Impressionante l’elenco di precedenti: pagine e pagine, entrambe gravate da più di venti arresti a testa e numerose altre denunce, sempre per reati contro il patrimonio, furti ma anche rapine. Entrambe risultano regolari sul territorio nazionale e presenti dall’inizio degli anni 90, provenienti dalla Bosnia, con permesso di soggiorno per cure mediche.
Il pubblico ministero, informato dell’arresto delle due, di fronte all’evidente stato interessante di entrambe le nomadi è stato costretto a disporne la liberazione. Così, mentre i militari continuavano a scrivere gli atti relativi alla vicenda, le due sono state rimesse in libertà e si sono allontanate dalla caserma.
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