Sicurezza
Torna all’antico splendore la sinagoga di via Palestro
La cerimonia è prevista domenica 21 giugno, ci saranno visite guidate gratuite Il restauro, costato 1,3 milioni, è il primo dopo quello realizzato nell’Ottocento
PISA. Torna a splendere, dopo un lungo restauro, la sinagoga di via Palestro 24. La data della riapertura è domenica 21 giugno, una giornata solenne e di festa in cui il tempio sarà restituito alla Comunità ebraica e a tutti i pisani.
«È giunta a conclusione - spiegano i responsabili della Comunità - un’accurata e complessa operazione di restauro, la prima dopo quella degli anni Sessanta dell'Ottocento. Operazione iniziata - con i primi lavori al tetto - nel 2009, periodo in cui il complesso sinagogale è stato in gran parte inaccessibile».
L'antica sinagoga pisana è ospitata nell'edificio di via Palestro dal 1595, stabile che in un primo tempo era stato preso in affitto dalla famiglia Serravallini e poi acquistato nel 1647 dalla Comunità ebraica.
Il restauro, costato 1,3 milioni di euro, è stato reso possibile grazie al contributo di una squadra di sponsor: Arcus Spa , Ministero dei beni culturali (in base alla legge n. 175 per il recupero del patrimonio ebraico in Italia), Fondazione Pisa e Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.
La giornata di inaugurazione del 21 giugno si svolgerà in due tempi: al mattino (ad invito) i saluti delle autorità e la cerimonia religiosa che sarà officiata dal rabbino di riferimento della Comunità ebraica di Pisa, rav Luciano Caro, che è anche il presidente del Comitato che si è costituito per l'inaugurazione della Sinagoga. Al pomeriggio (dalle 16 in poi) l'apertura alla città con una serie di visite guidate gratuite.
Fin da 1591 l'Universitas ebreorum pisana poté riaprire, sulla base delle nuove disposizioni, un luogo di culto pubblico, che trovò in un primo tempo collocazione nel Palazzo da Scorno, sull'odierno lungarno Galilei, per essere poi solennemente trasferito, nel settembre del 1595, in un ampio stabile preso in affitto dalla famiglia Serravallini, posto nell'attuale via Palestro 24, dove ancora oggi ha sede la sinagoga.
L'edificio, acquistato nel 1647 e sottoposto a un primo restauro nel 1785, è stato completamente ristrutturato negli anni Sessanta del XIX secolo su progetto dell'architetto piemontese Marco Treves. Benché l'iniziativa dei lavori si sia inserita nel periodo di emancipazione degli ebrei, la sinagoga pisana ha mantenuto all’esterno le convenzionali prerogative ebraiche di modestia e sobrietà, non andando a differenziarsi in modo evidente dal contesto urbano. Anche all'interno è stata del resto rispettata la tradizionale ubicazione della sala del culto al piano superiore, a cui si accede da una grande ed elegante scala, che ha sostituito quella seicentesca a tre rampe.
Nell'organizzazione della sala si è invece tenuto conto del nuovo modo di partecipazione religiosa, che esalta la figura dell'officiante. Per questo motivo all'Aron ha-Kodesh, l'arca contenente i rotoli della Torà, è stata avvicinata la Tevà (o Bimà), il podio per la lettura e la recita delle preghiere pubbliche, creando un'unica grande composizione, situata nella zona est della sala rettangolare, il cui ingresso, sul lato corto, è accentuato da due file di colonne che reggono il matroneo. Le panche, in legno di noce intagliato, sono sistemate in parallelo e orientate verso l'Aron. Solo una fila di sedili corre lungo le pareti, cui è attaccata. Lo spazio della sala è coperto da una volta a padiglione, in forma di grande vela gonfiata, decorata con motivi geometrici, secondo la legge ebraica che vieta le rappresentazioni figurative.
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