Il Tirreno

Pisa

Uno sportello della Caritas per i malati di slot machine

di Sharon Braithwaite
Uno sportello della Caritas per i malati di slot machine

Aprirà i battenti al Cep il 24 giugno e sarà attivo il mercoledì dalle 18 alle 21 Una psicologa e un’educatrice accoglieranno le persone in difficoltà

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PISA. Da mercoledì 24 giugno partirà “Mind the Gap”. Non il popolare annuncio audio sulla metropolitana di Londra che avverte i viaggiatori dello spazio che si viene a creare in alcune stazioni tra la banchina e la porta del treno, ma il nuovo sportello contro il gioco d’azzardo patologico che tra due settimane sarà aperto alla Cittadella della Solidarietà al Cep.

Dal vuoto della “tube”, quindi, a quello che si crea intorno al malato di gioco d’azzardo: una patologia che non solo colpisce le finanze del soggetto, ma anche i rapporti umani, fino all’isolamento e alla depressione. Il servizio è rivolto a tutti coloro che non riescono a smettere di giocare e scommettere, nonostante i problemi, spesso gravi, che causano a sé stessi e ai loro cari.

È promosso dalla Caritas diocesana di Pisa, interamente finanziato con i fondi dell’8 per 1000 (per un importo di 10.000 euro) e gestito dalla cooperativa sociale “Il Cammino” di Lari. Secondo l’indagine annuale dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, in Toscana oltre il 10% dei giovani è a rischio dipendenza. «L’intento è quello di dare una prima risposta al numero crescente di persone alle prese con questa patologia che bussano anche alle nostre porte - spiega don Emanuele Morelli, direttore della Caritas pisana -. I problemi economici spesso sono causati da dinamiche sottaciute, come appunto la dipendenza da gioco. È necessario un lavoro culturale, di denuncia; la Caritas si occupa della cura, ma dobbiamo investire altrettante risorse sulla prevenzione».

«Sappiamo che è una lotta impari: lo sportello di ascolto sarà aperto 3 ore alla settimana, mentre le sale da gioco sono a disposizione 24 ore su 24 - aggiunge don Morelli -. Ma è una sfida necessaria». «La dipendenza da gioco è un problema sanitario, ma ancora oggi non è considerata grave come quella da eroina e cocaina - dice Matteo Lami, presidente del Cammino -. Lo sportello sarà coordinato da un’educatrice che si occupa di accogliere le persone, dare informazioni e decidere come proseguire il percorso, avviando un percorso terapeutico con una psicologa (anche contattando il SerT per un percorso alternativo) o fornendo un sostegno legale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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