Il Tirreno

Pisa

Rigassificatore e maxi navi Legambiente all’attacco

di Gianluca Campanella
Rigassificatore e maxi navi Legambiente all’attacco

La Olt vuole modificare le modalità di utilizzo dell’impianto al largo di Tirrenia Il consigliere comunale Marco Ricci: «Ci sono rischi per la salute e l’ecosistema»

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PISA. Legambiente presenterà le sue osservazioni contro il progetto di aggiornamento per il rigassificatore “Fsru Toscana”, se non lo farà il Comune di Pisa. Il 26 giugno scade il termine per mandare al ministero dell’Ambiente le proprie contrarietà sulla richiesta fatta da Olt (Offshore Lng Toscana spa): la società vorrebbe modificare i termini di utilizzo del terminale galleggiante al largo delle coste pisane e livornesi. E l’associazione ambientalista, che da sempre si è opposta al progetto, ha scelto di subordinare la propria azione a quella eventuale del Comune, perché «un’osservazione presentata da un’istituzione ha più peso di quella fatta da un’associazione», spiega Marco Ricci, consigliere comunale di Ucic, “Una città in Comune”. Olt chiede tre modifiche al ministero: incremento dell’attuale limite di capacità delle navi metaniere che possono accostare al terminale (al momento navi fino a 155.000 metri cubi di capacità), incremento del delta termico dell’acqua di mare, utilizzo dello scarico Sf3 nella modalità operativa “zero send out”. “Fsru Toscana” è a 9 miglia dalla Torre della Meloria, in acque che il ministero classifica di competenza dei Comuni di Pisa, Collesalvetti e Livorno; pertanto quei tre enti pubblici, le province di Pisa e Livorno e la Regione Toscana sono le istituzioni autorizzate a presentare osservazioni.

Ciccio Auletta, capogruppo di Ucic, lamenta la scarsa informazione che il Comune sta dando alla cittadinanza. Olt ha depositato una relazione di 48 pagine per spiegare le sue richieste: 39 sono dedicate al primo dei tre punti, cioè alla «necessità» di autorizzare navi dalla capacità più grande. La società espone il mutato panorama delle costruzioni navali e spiega che il nuovo standard mondiale delle metaniere è il “New Panamax”, capace di trasportare circa 180.000 mc. Se non si permette al rigassificatore di far accostare queste nuove imbarcazioni, Fsru rischia di essere tagliato fuori dalle rotte diversificate (cosa che permette di abbassare il prezzo finale) o – nella peggiore ipotesi – di essere impossibilitato a lavorare. Olt specifica che non è necessaria alcuna modifica all’impianto e che (paradossalmente) l’impatto ambientale dovrebbe abbassarsi: infatti calcola che ogni singolo accostamento fa aumentare dell’1,6% le emissioni. Ma il limite di approdi resta 59 all’anno e quello di rigassificazione rimane a 3,75 miliardi di metri cubi all’anno; con navi più grandi ci sarebbero meno approdi e quindi, nel complesso, minori emissioni.

Legambiente e Ucic respingono questa ricostruzione perché non menzionerebbe i rischi maggiori legati ai mezzi più imponenti. E sostengono che le altre due richieste siano rispettivamente un danno all’ecosistema e la certificazione dell’inutilità dell’opera. Al contrario Olt dice che i maggiori picchi di acqua fredda non modificano le temperature medie annue e la modalità a riposo aiuta il risparmio economico e la protezione ambientale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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