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Pisa

critici i comitati

«Facciamo chiudere i pub a mezzanotte, non alle due»

di Carlo Venturini
«Facciamo chiudere i pub a mezzanotte, non alle due»

PISA. «I bar ed i pub devono chiudere alle 24 e non alle due come stanno facendo per tutelare il diritto alla salute di tutti». È la posizione di Marco Nuti, presidente del Comitato della Cittadella-Q...

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PISA. «I bar ed i pub devono chiudere alle 24 e non alle due come stanno facendo per tutelare il diritto alla salute di tutti». È la posizione di Marco Nuti, presidente del Comitato della Cittadella-Qualità della vita mentre in Prefettura si sta varando l’ordinanza anti alcolici. E Bologna intanto ha reso esecutiva l’8 giugno un’ordinanza che intima la chiusura di pub, bar e persino forni e negozi di vicinato in tutta l’area universitaria dalle una di notte.

«Fa bene il prefetto Visconti a vigilare e sequestrare gli alcolici ai venditori abusivi – dice Nuti – così come va bene mettere dei volontari a controllare, a patto che questi siano ben riconoscibili per tutelare la loro incolumità. Urla, schiamazzi, ubriachi, rumori fino all’alba ci sono stati anche con le altre ordinanze. Il vero problema che nessuno vuole affrontare è che i bar ed i pub somministrano alcolici fino alle due di notte incentivando i giovani a rimanere in strada e nelle piazze fino alle quattro del mattino».

«Sono degli eroi gli operatori dell’Avr che devono pulire ogni notte le strade della movida tra ubriachi e gente che suona i bonghi – dice Francesco Pozzi del comitato di Santa Maria – ma manca una vera regia per rivolvere il problema della movida perché non si tratta solo di ordine pubblico bensì anche di salute e il sindaco, l’Asl, la Sds e l'Arpat devono scendere in campo».

La sola pulizia di piazza dei Cavalieri costa 70mila euro l'anno. Intanto piazza Tristano Bolelli, adiacente a piazza dei Cavalieri, è diventata luogo di spaccio come fosse piazza Vettovaglie. Pozzi da tempo chiede che l’Università si responsabilizzi di fronte a questa situazione. Il comitato, infatti, ha indicato gli spazi del Cus, di via Paparelli, la stessa piazza Vittorio Emanuele come luoghi alternativi alla solita movida: «Sono gli stessi attori della movida a chiedere il decentramento ben sapendo dei gravi disagi che procurano non solo ai residenti, ma anche all'intera comunità che vive in centro storico», conclude Pozzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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