Sicurezza
«Trascurati gli avvistamenti di Roberta»
La difesa di Logli sottolinea il passaggio delle motivazioni con il riferimento alla nota di due carabinieri
PISA. Numerosi avvistamenti di quella che sembrava essere Roberta Ragusa. Visioni prive di un epilogo sufficiente a chiudere il caso, ma sufficienti ad alimentare il convincimento che in assenza del corpo vanno, comunque, tenute in considerazione.
Anche questo ha pesato nella decisione del gup, Giuseppe Laghezza di prosciogliere Antonio Logli dall’accusa, «perché il fatto non sussiste», di aver ucciso la moglie e averne distrutto il cadavere nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.
Nelle 13 pagine delle motivazioni il giudice argomenta il ragionamento che l’ha portato alla sentenza contro la quale la Procura presenterà ricorso entro il 19 giugno. Uno dei passaggi è riferito agli avvistamenti. Scrive il giudice: «Nel corso delle indagini preliminare sono state infatti raccolte, dagli inquirenti, plurime dichiarazioni (alcune delle quali - ancorché rimaste a loro volta sfornite di inequivocabili riscontri - non appaiono comunque meno attendibili di quelle rese dai menzionati testi oculari) di persone le quali hanno affermato di aver riconosciuto, nel periodo successivo alla sparizione e in luoghi diversi, la persone scomparsa». Viene citata anche la segnalazione di due carabinieri. «Basti pensare al riguardo a quanto si ricava dalle note 28 marzo 2012 e 10 aprile 2012 circa l’avere due militati dell’arma in servizio a Roma riconosciuto la Ragusa in una donna che, in data 24 marzo 2012, viaggiava sul treno Roma-Anagni delle ore 13,40 di tale giorno». La donna, stando agli atti, sarebbe stata vista usare due cellulari e cambiare la schede sim degli apparecchi. L’avvocato Roberto Cavani, legale di Logli, fin dall’inizio dell’inchiesta ha sempre sottolineato che le indagini della Procura sono state più orientate nella ricerca di prove a carico del suo assistito che a ricostruire il possibile allontanamento volontario della donna. «Anche questa segnalazione dei carabinieri non è stata approfondita» commenta l’avvocato che attende l’eventuale ricorso in Cassazione contro la sentenza di proscioglimento.
Sulla fine di Roberta il gup scrive: «Ne discende che il quadro probatorio relativo ai fatti per cui si procede appare caratterizzato da un lato dall’esito insoddisfacente, sotto il profilo del raggiungimento della compiuta dimostrazione della morte violenta di Roberta Ragusa, sia delle suindicate attività di indagine che dalle testimonianze assunte (anche in sede di incidente probatorio); dall’altro dal non essere gli elementi raccolti suscettibili di arricchimento nella fase dibattimentale». (p.b.)
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