Il Tirreno

Pisa

TRIBUNALE

«Merita una condanna a tre anni, non è affetta da cecità totale»

Pietro Barghigiani
Un'aula di Tribunale
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Un'aula di Tribunale

Centralinista accusata di truffa per un certificato falso finalizzato a ottenere un'indennità maggiore

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PISA. Una condanna a 3 anni per la centralinista accusata di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche con la confisca dei beni per oltre 60.000 euro. L'assoluzione dell'oculista rinviato a giudizio per falso ideologico. È stato il giorno della requisitoria dell'accusa e delle richieste della parte civile, quello che vede sotto processo Lorella Barbuti, 56 anni, di San Giuliano Terme, centralinista non vedente, e dell'oculista, Angelo Parpinelli, 66 anni, di Lucca, (fondatore del museo Lu.c.c.a.), con studio a Viareggio. Davanti al giudice Raffaella Poggi, il pubblico ministero Giovanni Porpora ha concluso il suo intervento chiedendo la condanna della donna a una pena che non prevede la sospensione condizionale. Assoluzione, invece, per il medico, difeso dai legali Massimo Giannoni e Roberto Sacchi, che firmò il certificato nel 2011 che si concludeva così: «Pertanto, nell'insieme, il quadro clinico depone per uno stato di cecità».

L'accusa nei confronti di Lorella Barbuti, difesa dall'avvocato Marco Guercio, è di aver percepito un'indennità di accompagnamento come cieca totale quando, secondo la Procura, è solo parziale. Un elemento sostanziale che cambia la prospettiva e sancisce o meno la legittimità dei soldi percepiti a partire dal 2003 e l'aspetto penale della vicenda. L'imputata non è una falsa cieca. La centralinista, affetta da retinite pigmentosa degenerativa, fin da bambina ha seri problemi di vista. Ma, nell'ipotesi della Procura, avrebbe prodotto un falso certificato per attestare un aggravamento del suo già precario stato di salute visivo e ottenere l'indennità di accompagnamento. Il conto delle presunte indebite percezioni fatto dalla Guardia di finanza, dal 2003 al giorno dell'interruzione per l'indagini, ammonta a 66.000. Soldi che l'Inps, attraverso l'avvocato Paolo Bonetti, rivuole indietro.

Nel corso delle indagini, oltre a una perizia medica, il sostituto procuratore si era avvalso anche di riprese video girate dai finanzieri. Le immagini ritraevano la donna mentre leggeva un giornale, andava da sola al bar camminando su tacchi alti, saliva le scale, ballava e si muoveva nel negozio di abbigliamento del marito nella scelta dei capi. Su quel video Lorella Barbuti nel corso di una conferenza stampa spiegò come riusciva a muoversi con apparente disinvoltura. Per la lettura del giornale, disse, si aiutava con un ausilio per ingrandire le lettere. L'iPad veniva usato con la sintesi vocale. «Riesco ad andare al bar da sola perché ormai conto i passi e gli scalini - chiarì la donna -. Negli ambienti che conosco bene non ho bisogno di aiuti particolari». Barbuti ricordò che la commissione medica Asl nel 2003, quella del ministero del Tesoro e nel 2011 anche l'Inps in fase di revisione delle pensioni di invalidità «avevano certificato la cecità assoluta».

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