Il dolore
«Il personale ospedaliero è scarso e i ticket in aumento»
PISA. Il Cpds (Comitato provinciale per il diritto alla salute) protesta contro il riordino della sanità Toscana. Dito puntato contro la creazione di tre aree vaste, la riduzione del personale, i...
PISA. Il Cpds (Comitato provinciale per il diritto alla salute) protesta contro il riordino della sanità Toscana. Dito puntato contro la creazione di tre aree vaste, la riduzione del personale, i ticket in aumento e la diminuzione dei posti letto.
«Ce n'è abbastanza per impegnarsi senza indugi, contrastare questo cosiddetto riordino, opporsi alla devastazione del sistema sanitario pubblico e rilanciare la qualità e l'offerta di servizi a tutti i cittadini». Sono queste le parole con le quali il neonato Cpds, nella conferenza stampa in piazza XX settembre, chiama alla lotta per il "diritto alla salute". Temi sui quali invitano la cittadinanza a partecipare all'assemblea del 19 giugno al circolo Alhambra in via Enrico Fermi.
Al centro delle preoccupazioni del comitato c'è la situazione di lavoratori e pazienti nella quale potrebbe trovarsi l'ospedale di Cisanello, in particolare il pronto soccorso. «Si va sempre più a favore del privato» rileva Giovanni Battista Marranchelli, delegato Cobas sanità presso Auop (Azienda universitaria ospedaliera pisana), che offre una panoramica dei problemi a Pisa: «Il personale manca e c'è lo sfruttamento dell'orario aggiuntivo. La dotazione organica del personale è rimasta quella del 2008. Non si riesce ad esempio a coprire le gravidanze o la 104 (tutela delle persone in stato di handicap nda)».
Forti critiche del Cpds alle politiche nazionali perché «si sono tagliati posti letto» e al riordino della sanità regionale (L.r. 28/2015) perché «finalizzato a portare scompiglio, riducendo il personale di migliaia di unità». «Non c'è stato un coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni, dei sindacati e dei sindaci» aggiunge Rossella Carella, delegata Rsu dei Cobas sanità, che elenca i temi preoccupanti: l'accentramento delle Asl che porterà ad un'eccessiva burocratizzazione e allungamento dei tempi; gli esuberi che ammonteranno al 10% fra medici e infermieri; il blocco delle assunzioni; le esternalizzazioni che aumenteranno il costo dei servizi; aumento del precariato con assunzioni di personale volontario, a partita Iva o tramite agenzie interinali. (g.co)
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