Italia
Esercito a Putignano, caso in consiglio
PISA. «La decisione di inviare i militari è demagogica e controproducente». L'intenzione di schierare l'esercito a Putignano diventa un caso ed approda in consiglio comunale. Ciccio Auletta,...
PISA. «La decisione di inviare i militari è demagogica e controproducente».
L'intenzione di schierare l'esercito a Putignano diventa un caso ed approda in consiglio comunale. Ciccio Auletta, capogruppo di Una città in comune-Prc, ha presentato un question time per chiedere al sindaco e alla giunta se la richiesta del prefetto è «stata condivisa dal Comitato per l'ordine e la sicurezza e qual è la posizione dell'amministrazione».
«Il prefetto ha deciso di richiedere un contingente aggiuntivo di 15 soldati, oltre ai 20 che già pattuglieranno i luoghi sensibili per motivi di antiterrorismo – si legge in una nota di Auletta -. I soldati in più saranno mandati a Putignano, assecondando le pressioni securitarie, che hanno assunto anche tratti discriminatori, di un comitato di quartiere che richiedeva “il pattugliamento sistematico dell'intero territorio comunale da parte dell'esercito e presidi stabili in punti strategici della città”. Se è vero che esistono disagi e malesseri, non è reale la situazione emergenziale denunciata – continua Auletta -: le statistiche dicono che a Pisa reati e criminalità sono in diminuzione e se l'insicurezza percepita è forte, una delle cause va cercata nelle campagne irresponsabili di chi vuole sfruttare politicamente questa situazione. Rispondere ad eventuali criticità fornendo il “conforto” della vista di soldati per le strade, magari con il mitra spianato, è solamente demagogico e potenzialmente controproducente. Una presenza armata solitamente non contribuisce a creare quell'atmosfera di normalità richiesta ed esperimenti simili in altre città hanno mostrato che l'utilizzo dell'esercito è inutile. Contribuirebbe alla normalità un investimento sociale collettivo e specifico nelle periferie. Se i quartieri – conclude Auletta - avessero servizi diffusi e spazi sociali, se si facessero ripartire le politiche per dare casa a tutti e se le persone non dovessero combattere col senso di angoscia dovuto alla sottrazione dei diritti economici e sociali, è probabile che il senso di emergenza attribuito all'immigrazione e alla presenza di minoranze sarebbe meno urgente». (d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
