Il Tirreno

Pisa

Aeroporti, chiesti i danni all’ex presidente della Sat

di Francesco Loi
Aeroporti, chiesti i danni all’ex presidente della Sat

L’accusa mossa a Costantino Cavallaro: non avere sottoscritto un verbale facendo così perdere soldi alla società. Gli azionisti decideranno se procedere

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PISA. Dal primo giugno, la società è unica. Gli aeroporti di Pisa e Firenze sono retti dalla stessa guida. Le scorie delle vecchie battaglie tornano però a galla. Sembravano dimenticate, ma così non è. E ora Toscana Aeroporti, la società unica all’origine della battaglia, chiede i danni a Costantino Cavallaro, ex presidente della Sat, la società del Galilei. Motivo? Non aver sottoscritto il verbale dell’assemblea ordinaria di Sat del 30 luglio 2014. Fatto che, secondo Toscana Aeroporti, avrebbe comportato la perdita di soldi e tempo nell’operazione che ha portato alla società unica. La notizia è contenuta nella comunicazione che fissa al 15 luglio prossimo l’assemblea degli azionisti per definire ruoli e nomine del nuovo consiglio di amministrazione, quello post-fusione societaria.

In prima linea. La mossa di Toscana Aeroporti, alla cui guida c’è Corporacion America (la società che detiene la maggioranza delle azioni), in realtà non sorprende fino in fondo. L’uscita di Cavallaro dalla Sat non era stata indolore. L’ex vicesindaco si era schierato in prima fila nelle resistenze pisane dopo che Corporacion America, con un’Opa inaspettata, aveva dato il via alla scalata di Sat. Uno dei primi scontri, ad esempio, si era verificato dopo che il cda di Sat, presieduto da Cavallaro, aveva bocciato le modalità di potenziamento di Peretola. Tanto che i componenti del cda riferibili a Corporacion, in quel periodo in minoranza, avevano emesso un comunicato in cui «si riservano - si leggeva - di valutare se il presidente Cavallaro e/o altri amministratori abbiano assunto le deliberazioni nell’interesse di Sat o di altri soggetti interessati».

Assemblea rovente. Ma anche la seduta del 30 luglio 2014, quella della nomina del nuovo presidente Paolo Angius, non era stata tutta rose e fiori. «Rispetto alla mia revoca, mi riservo di agire a tutela dei miei interessi», aveva detto Cavallaro durante l’assemblea chiedendo che questa frase venisse messa a verbale. Cosa voleva dire, gli era poi stato chiesto? «Che è mia intenzione accertare la legittimità della revoca da presidente» da parte di Corporacion America.

Girone di ritorno. Ora l’affondo di Toscana Aeroporti contro l’avvocato. La società ricorda l’assemblea Sat del 30 luglio di un anno fa e sottolinea che Cavallaro «dichiarava di non voler sottoscrivere il relativo verbale che, dunque, veniva sottoscritto solo dal segretario verbalizzante. Tale rifiuto da parte costituiva inadempimento al proprio incarico e la mancanza della sua sottoscrizione veniva rilevata dal registro delle imprese». Per risolvere tale questione «il cda - si legge in una nota di Toscana Aeroporti - si riuniva in più occasioni e richiedeva l’assistenza di un legale esterno. Sulla scorta della consulenza legale ricevuta e delle determinazioni assunte dall’organo amministrativo, quest’ultimo convocava l’assemblea ordinaria in data 3 novembre 2014 per richiedere l’approvazione, in via di sanatoria sostitutiva, del verbale dell’assemblea dei soci del 30 luglio 2014, successivamente sottoscritto dal presidente in carica, Paolo Angius». Alla luce di tutto ciò, il cda «ritiene doveroso proporre agli azionisti l’approvazione dell’esercizio nei confronti di Cavallaro di una azione di responsabilità fondata sul descritto inadempimento dell’ex presidente ai propri compiti e volta a ottenere il risarcimento del danno subito dalla società con particolare riferimento ai costi sostenuti per sanare la mancata sottoscrizione del verbale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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