Il Tirreno

Pisa

Movida, volontari schierati a protezione dei monumenti

Movida, volontari schierati a protezione dei monumenti

Proposta all’esame del comitato per l’ordine pubblico Il prefetto: serve uno sforzo, Pisa sempre più metropolitana

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Volontari davanti alle opere d’arte per disinnescare gli effetti nefasti della movida. Una sorta di sentinelle schierate per vigilare sul decoro urbano esposto e spesso ferito dalla maleducazione di chi considera il centro una latrina e lo trasforma in discarica.

È in programma stamani la riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocata dal prefetto Attilio Visconti. In agenda anche le misure da adottare per contenere le conseguenze di una vita notturna capace di conciliare la voglia di uscire degli studenti, il diritto al riposo dei residenti e la necessità di sostenere le proprie attività dei titolari dei locali più attrattivi della movida. Equilibri da sempre precari.

L’arma del contrasto viene utilizzata con sequestri e multe ai danni di venditori abusivi. Ma è come svuotare il mare con un secchiello. E allora servono altre forme di dissuasione. Una, pensata dal prefetto, è quella di coinvolgere i volontari nel ruolo di presidio educativo nelle piazze. È stata contattata l’istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano che potrebbe con i suoi iscritti “proteggere” l’omonima chiesa in piazza dei Cavalieri, un luogo simbolo della movida con il sagrato che all’alba è un ricettacolo di bottiglie e vomito.

«Ho girato nella mia carriera diverse città molte delle quali "provinciali". Destinato a Pisa credevo di aver avuto un'altra sede "provinciale" e sbagliando la immaginavo come Lucca dove ho lavorato per circa 9 anni – afferma il prefetto –. Ebbene mi sbagliavo. Credo che le questioni pisane sono in buona parte dovute a questo e cioè gli stessi pisani faticano a comprendere che la realtà in cui si muovono, agiscono e si relazionano non è più assolutamente una realtà provinciale. Pisa è cosmopolita, è frequentata tutto l'anno da decine di migliaia di turisti, ospita altrettanti studenti, transitano per aeroporto e stazione migliaia di persone di tutte le nazioni. Ha una enorme base americana, un Cnr secondo solo a quello di Roma, un ospedale internazionale dove purtroppo si alternano migliaia di persone e loro familiari ogni giorno. Inoltre, da decenni Pisa accoglie non solo stranieri ma anche italiani che dopo avere completato gli studi la scelgono come città dove trascorrere la vita».

La premessa di Visconti anticipa il disagio di coniugare spazi e presenze: «Se non si accetta tutto questo come dato di fatto e se i problemi e le relative discussioni non tengono conto di una Pisa sempre più città metropolitana - malgrado ahimè le ridotte dimensioni- tutto diventa estremamente complicato e anche le soluzioni ai problemi lo diventano. Insomma bisogna fare uno sforzo di adeguamento anche culturale a questa realtà che è quasi unica nel panorama nazionale». Sulla pagina Facebook del prefetto, Matteo Anconetani offre la sua ricetta: «Basterebbe mettere l'esercito alle 4 entrate della piazza (Cavalieri, ndr) e non far entrare queste persone a vendere. Basterebbe che le attività che non hanno somministrazione e non solo i minimarket dei bengalesi, ma anche diversi italiani, venissero colpiti quando vengono trovati a vendere prodotti come birre nei loro locali che non potrebbero. Questo lo dovete a noi che con tante difficoltà cerchiamo di andare avanti nelle regole e non facendo come tanti i furbetti».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini