Il Tirreno

Pisa

«È il tempo di governare non quello delle vendette»

di Gianluca Campanella
«È il tempo di governare non quello delle vendette»

Andrea Pieroni, neo consigliere regionale, interviene sulle polemiche nel Pd «Con Mazzeo e Nardini ci siamo confrontati: gli obiettivi sono comuni»

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Secondo Andrea Pieroni, ex presidente della Provincia e neo consigliere regionale in quota lettiana, «ora non è il tempo delle vendette correntizie, ma quello di governare».

Pieroni, si aspettava questo risultato?

«Sono rimasto sorpreso in termini quantitativi: 6.155 preferenze sono oltre mille in più di quante ne avevo previste. Ho visto che i nomi più gettonati erano due, ma non mi sono scoraggiato. Mi sono sempre sentito in partita».

Che significato dà a questo voto?

«Una vittoria gratificante anche rispetto al lavoro fatto nei dieci anni in Provincia, poiché le preferenze sono omogenee su tutto il territorio. La mia campagna elettorale non è stata caratterizzata per toni alti, ma è stata tesa ad ascoltare. Non mi sento l’uomo delle polemiche, ma il facitore di intese e sintesi».

Cosa ha prodotto la campagna di ascolto?

«Due le tematiche costanti: l’eccesso di carico fiscale su aziende e anche associazioni di volontariato; e il peso della burocrazia. Sono due spazi di lavoro. Credo che la Regione possa adottare politiche economiche nei confronti delle piccole e medie imprese. Per loro si deve avere un occhio di riguardo».

Altri campi di intervento?

«La priorità delle priorità è il lavoro. In campagna elettorale ho parlato di politiche verso i giovani, attraverso una scuola più vicina al mondo del lavoro e la formazione professionale. Poi la sicurezza declinata oltre il significato di legalità, ma anche come valorizzazione e salvaguardia del territorio e delle infrastrutture».

I tre consiglieri eletti a Pisa sono di tre provenienze diverse…

«Ci siamo confrontati e c’è comunanza di intenti: sia Antonio Mazzeo, che io che Alessandra Nardini abbiamo parlato di dare forza e voce al territorio pisano e alla costa. Mi ha fatto piacere che il presidente Enrico Rossi abbia parlato di investire di più su Pisa. La Toscana a due velocità è un elemento di danno per tutta la regione».

Superare quindi le correnti?

«I riferimenti ideali e nazionali vorrei che restassero, che fossero un arricchimento e che venissero ascoltati. Ma non dobbiamo lavorare sulle appartenenze, quanto sui contenuti. Sarebbe sbagliato che prevalesse la logica di parte. Ora non è il tempo di sfide e disfide, ma di governare i timidi segnali di ripresa ancora da tradurre».

Qual è il destino del Pd?

«C’è un’identificazione tra partito e sorti del Paese perché abbiamo responsabilità di governo a tutti i livelli. Siamo il futuro e la ripresa passa attraverso il Pd».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino