«È il tempo di governare non quello delle vendette»
Andrea Pieroni, neo consigliere regionale, interviene sulle polemiche nel Pd «Con Mazzeo e Nardini ci siamo confrontati: gli obiettivi sono comuni»
PISA. Secondo Andrea Pieroni, ex presidente della Provincia e neo consigliere regionale in quota lettiana, «ora non è il tempo delle vendette correntizie, ma quello di governare».
Pieroni, si aspettava questo risultato?
«Sono rimasto sorpreso in termini quantitativi: 6.155 preferenze sono oltre mille in più di quante ne avevo previste. Ho visto che i nomi più gettonati erano due, ma non mi sono scoraggiato. Mi sono sempre sentito in partita».
Che significato dà a questo voto?
«Una vittoria gratificante anche rispetto al lavoro fatto nei dieci anni in Provincia, poiché le preferenze sono omogenee su tutto il territorio. La mia campagna elettorale non è stata caratterizzata per toni alti, ma è stata tesa ad ascoltare. Non mi sento l’uomo delle polemiche, ma il facitore di intese e sintesi».
Cosa ha prodotto la campagna di ascolto?
«Due le tematiche costanti: l’eccesso di carico fiscale su aziende e anche associazioni di volontariato; e il peso della burocrazia. Sono due spazi di lavoro. Credo che la Regione possa adottare politiche economiche nei confronti delle piccole e medie imprese. Per loro si deve avere un occhio di riguardo».
Altri campi di intervento?
«La priorità delle priorità è il lavoro. In campagna elettorale ho parlato di politiche verso i giovani, attraverso una scuola più vicina al mondo del lavoro e la formazione professionale. Poi la sicurezza declinata oltre il significato di legalità, ma anche come valorizzazione e salvaguardia del territorio e delle infrastrutture».
I tre consiglieri eletti a Pisa sono di tre provenienze diverse…
«Ci siamo confrontati e c’è comunanza di intenti: sia Antonio Mazzeo, che io che Alessandra Nardini abbiamo parlato di dare forza e voce al territorio pisano e alla costa. Mi ha fatto piacere che il presidente Enrico Rossi abbia parlato di investire di più su Pisa. La Toscana a due velocità è un elemento di danno per tutta la regione».
Superare quindi le correnti?
«I riferimenti ideali e nazionali vorrei che restassero, che fossero un arricchimento e che venissero ascoltati. Ma non dobbiamo lavorare sulle appartenenze, quanto sui contenuti. Sarebbe sbagliato che prevalesse la logica di parte. Ora non è il tempo di sfide e disfide, ma di governare i timidi segnali di ripresa ancora da tradurre».
Qual è il destino del Pd?
«C’è un’identificazione tra partito e sorti del Paese perché abbiamo responsabilità di governo a tutti i livelli. Siamo il futuro e la ripresa passa attraverso il Pd».
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