Il dolore
Una scuola ristrutturata che resta ancora vuota
Petizione del comitato di Mezzogiorno per destinare l'edificio alle vicine Fucini in cerca di spazi
PISA. "Un edificio scolastico da poco ristrutturato ma totalmente vuoto". Il comitato di Mezzogiorno apre una sottoscrizione pubblica per destinare l’edificio di via Simone Sancasciani alla succursale delle scuole Medie Renato Fucini. Siamo di fronte al classico caso di empasse burocratico tra Comune (assessorato ai lavori pubblici rappresentato da Andrea Serfogli) e Provincia di Pisa, rappresentata dal presidente “ombra” Giovanni Viale.
L’edificio ristrutturato dalla Provincia è attiguo alla scuola Fucini, ma non è mai stato destinato alla stessa scuola nonostante la richiesta dei genitori e degli insegnanti. Una richiesta di buon senso vista la logistica (contiguità territoriale alla scuola) e la necessità di nuovi laboratori per le diverse discipline.
Incomunicabilità tra enti. Il presidente del comitato di Mezzogiorno, Antony Mancini si è fatto carico di questa richiesta e dice: "Vogliamo segnalare una storia di ordinaria incomunicabilità burocratica che coinvolge una scuola media in città che, insieme ad altre, rappresenta un’eccellenza".
L’eccellenza sta nel fatto che una piccola succursale negli ultimi anni ha visto aumentare le richieste di iscrizione in modo esponenziale. Merito dell'offerta didattica, dei buoni insegnanti e dell'ambiente scolastico accogliente. "Si tratta – spiegano dal comitato – di un edificio che entra direttamente nel cuore dei ragazzi: lo fanno proprio immediatamente stabilendo nel contesto una zona di confort che stimola l'aggregazione e il profitto scolastico".
La Fucini in cerca di spazi. La scuola in questione ha davvero bisogno di spazi per le numerose attività di laboratorio che vengono proposte agli studenti. C'è, nel cortile di questa scuola, un immobile di pertinenza che, abbandonato da anni, è stato appena ristrutturato con finanziamento della Provincia (ente proprietario) in un ultimo anelito di produttività. Ristrutturazione finanziata pur in assenza di una pianificata destinazione d'uso.
"Emerge, come iceberg tra le nebbie - dice Mancini - una concessione d'uso al liceo scientifico Dini. Una destinazione priva di qualsiasi logica sia distributiva. Il liceo non è attiguo, si devono "attraversare" gli spazi esterni del proprio cortile e di quello della scuola media, sia logistica e cioè il liceo si è appena congiunto con l'attiguo liceo classico acquisendone ampi spazi". L'istituto a cui "appartiene" questa scuola avvia periodicamente da anni le richieste di concessione di questa pertinenza per aule multifunzionali.
Risposta negativa. La risposta della Provincia è sempre stata negativa, ma senza argomentazioni veramente convincenti (programmazione di utilizzo o quant'altro). Ecco dunque che arriviamo al comitato Mezzogiorno che vede in questa storia una ennesima occasione mancata per valorizzare il contesto del quartiere, creando anche un presidio socio istruttivo e propedeutico in sostituzione dell'abbandono decennale. Ebbene, stando al comitato, due mesi di richieste di incontro con i competenti assessori non sono stati sufficienti per avere una risposta. Non una data.
Incontro in settimana. "Ci è stato risposto rivediamoci a settembre 2015" dicono dal comitato. In realtà nel corso della settimana dall'8 al 14 giugno, l’assessore comunale Andrea Serfogli dovrebbe incontrare i rappresentanti del comitato. Il Tirreno lo ha interpellato ed ecco cosa ha risposto l’amministratore: "Cercheremo di risolvere il prima possibile la questione visto che avevamo iniziato già diversi anni fa una procedura di permuta di immobili tra Provincia e Comune mai andata in porto e che cercheremo di far ripartire".
Si spera nel buon senso. La patata bollente passa nelle mani di Serfogli e confidiamo che arrivi ad una soluzione confacente alla logica. Il comitato di Mezzogiorno ha comunque aperto una sottoscrizione pubblica affinché "la città si riappropri di uno spazio funzionale alla comunità".
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