Gioco
Lavoratori contro la Ctt Nord «Rivogliamo i nostri soldi»
Quattro dipendenti della società hanno presentato ricorso al tribunale per riavere l’integrativo In caso di esito positivo, altri duecento tra autisti e impiegati sono pronti a muoversi per vie legali
PISA. Una pioggia di ricorsi potrebbe abbattersi sulla Ctt Nord. Quattro dipendenti dell’azienda di trasporto pubblico locale (tre pisani e un livornese) hanno presentato altrettanti ricorsi, depositati presso le sezioni lavoro dei rispettivi tribunali di competenza, contro la società che gestisce il servizio nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara per cercare di recuperare parte delle somme perse con la disdetta dei contratti integrativi.
Azioni pilota. Si tratta di azioni pilota alle quali, in caso di esito positivo, potrebbero seguire almeno altri duecento ricorsi, già pronti per essere presentati. I ricorrenti chiedono il recupero di circa 2.500 euro annui; somma persa illegittimamente - secondo i lavoratori ed i sindacati Filt-Cgil e Faisa-Cisal che hanno appoggiato l’azione legale - con la disdetta dei contratti integrativi in vigore nelle vecchie aziende di trasporto locale (la pisana Cpt, l’Atl di Livorno e la Clap di Lucca, confluite tutte in Ctt Nord) e la conseguente emanazione da parte della società di un ordine di servizio con il quale ha previsto, a partire da marzo 2014, un integrativo unico regolamentando unilateralmente i singoli aspetti economici e normativi del rapporto di lavoro in Ctt Nord. Una regolamentazione non approvata e mai digerita dalle organizzazioni sindacali.
I motivi. Cancellando e sostituendo i precedenti contratti di secondo livello, l’azienda è andata «illegittimamente ad incidere in senso peggiorativo sui diritti dei lavoratori - si legge nel testo di uno dei ricorsi depositati al Tribunale di Pisa - perché ha abolito una serie di trattamenti entrati a far parte del patrimonio dei lavoratori». Il recesso dei vecchi accordi e l’applicazione della nuova normativa, secondo i ricorrenti, stride infatti con l’articolo 2112 del codice civile che impone di «applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali ed aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro scadenza». «Si è verificata l’unilaterale disapplicazione di istituti retributivi aventi natura di emolumenti ad personam - continua il ricorso - che erano entrati a far parte del patrimonio del lavoratore e che non avrebbero in alcun modo essere cancellati, in quanto veri e propri diritti quesiti». Tra questi anche il premio di anzianità previsto dall’accordo stipulato nel 1984 in Acit (l’ex azienda di trasporto locale) che prevedeva un premio di anzianità per i dipendenti con 25 anni di servizio effettivo pari a 250 ore lavorative. Accordo venuto meno con la disdetta attuata da Ctt Nord e che i lavoratori oggi rivendicano in sede legale.
Possibili conseguenze. Se accolti, i quattro ricorsi presentati potrebbero provocare un effetto domino con almeno altri duecento dipendenti, tra pisani e livornesi, pronti a ricorrere contro la società di trasporto. I ricorsi depositati e quelli che potrebbero ancora piombare sulla Ctt Nord rappresentano l’atto finale di un braccio di ferro iniziato nel gennaio 2013, quando l’azienda iniziò il percorso che avrebbe portato alla disdetta dei contratti integrativi e alla conseguente decurtazione degli stipendi di circa 250 euro. Una battaglia andata avanti per mesi, sfociata nello sciopero selvaggio intrapreso dai dipendenti pisani prima e da quelli livornesi dopo che, nel dicembre dello stesso anno, paralizzò per due giorni le due città e l’intera provincia di Pisa. Una protesta clamorosa conclusa in prefettura con un accordo tra i sindacati e la società. Quest’ultima revocò temporaneamente la disdetta, ma la successiva trattativa, durata due mesi, non bastò a raggiungere una vera intesa. Il mancato accordo tra le parti coincise con la definitiva disdetta dei vecchi contratti di secondo livello e l’applicazione, dal marzo 2014, di una regolamentazione unilaterale oggi al centro dei ricorsi presentati dai dipendenti della società Ctt Nord. Contrasti mai sopiti che dai tavoli sindacali si spostano ora su quelli dei tribunali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
