La manifestazione
Sesso con minore, alla sbarra sessantenne
Contestati rapporti con una ragazza di 14 anni. L’uomo manteneva mamma e figlia in casa sua
PISA. Giudizio immediato per il 60enne arrestato a dicembre dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale e atti sessuali con minorenne.
L’uomo (omettiamo il nome per tutelare la parte offesa, ndr), residente in un Comune della provincia, è in carcere a Sollicciano e ieri mattina è comparso davanti al secondo collegio del Tribunale.
Nel corso dell’udienza, rinviata a luglio, si è costituita come parte civile la giovane, originaria dell’Est, assistita dall’avvocato Gianna Borghesi. L’imputato, difeso dall’avvocato Daniela Rondoni, dal giorno dell’arresto non ha mai parlato e il pm, Aldo Mantovani, considerata l’evidenza delle prove, ha disposto il giudizio immediato.
Durante l’incidente probatorio la giovane aveva già ribadito le accuse raccontando, nel dolore di una rievocazione lacerante, episodi e situazioni poi sfociate nei rapporti sessuali pretesi dall’uomo per soddisfare le sue voglie.
La storia di sesso rubato e silenzi imposti, approdata nell’aula di giustizia, è andata avanti per anni. Da quando la ragazza aveva 14 anni e fino a quando ormai 20enne non si è rivolta a un consultorio della sua zona.
La mamma, pur non avendo una relazione con il 60enne, viveva nella sua abitazione. Con lei c’era la figlia, che ora vive fuori regione, e per entrambe l’imputato era un sostegno economico primario. Lui aveva un lavoro. Non erano grandi guadagni, ma sufficienti per contribuire al sostentamento delle due donne, spaesate e fragili in una terra che non era la loro.
Si era sviluppato un contesto di sudditanza psicologica nel quale l’uomo badava a loro e, per la Procura, riservava le attenzioni più scabrose verso la minorenne. Nei capi di accusa vengono citati rapporti completi ripetuti più volte nel corso degli anni. La ragazza subiva e taceva. Neanche alla mamma aveva confessato quello che poi medici e psicologi del consultorio sono riusciti a portare alla luce.
Quando poi il caso è stato segnalato alla questura, la sezione della squadra mobile che si occupa dei reati sulle donne si è mossa arrivando fino all’arresto.
Pietro Barghigiani
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