Proteste
«C’è il tesoretto? Datelo al sociale»
L’assessore Sandra Capuzzi lancia un messaggio al sindaco contro la povertà
PISA. Secondo l’assessore al sociale Sandra Capuzzi, sono due i canali per evitare nuove tragedie della povertà: in campo istituzionale, se c’è un avanzo di bilancio, che sia destinato alla lotta alle emarginazioni; sul lato privato, invece, è necessario che scatti «la rete amicale, che un po’ si è persa. Basterebbe anche una segnalazione anonima, perché spesso noi veniamo a conoscenza dei bisogni quando è troppo tardi». Su quest’ultimo punto Capuzzi ricorda che «si sono presentate alla Società della salute persone con 11.000 euro di bollette arretrate o imprenditori con debiti per 40.000 euro: a quel punto è troppo tardi, non abbiamo strumenti per aiutarli». Peggio ancora quando chi ha bisogno «non sa nemmeno che ci siamo».
Insomma informazione e velocità: «Capisco il meccanismo di dignità che scatta – ricostruisce l’assessore – ma bisogna chiedere sostegno, non pensare di farcela da soli». E qui si apre il versante istituzionale: «Per quelle che sono le risorse, facciamo oltre quello che è consentito umanamente», commenta l’assessore. Che lancia «un appello e una sollecitazione politica: siamo in fase di variazione di bilancio e il Comune deve fare delle scelte. Se c’è il tesoretto credo che debba essere destinato a questo. Reinvestiamo sulle persone e non sulle cose». Il suo invito vale per tutti: «Il consiglio comunale, da cui serve un atto forte; e l’amministrazione. Perché ormai è chiaro che le priorità del Paese sono di carattere sociale».
L’assessore distingue due tipi di emergenze: abitativa e lavorativa. Sulla prima suggerisce di cambiare strategia: «La soluzione non è più quella di rimandare gli sfratti», ma bisogna creare un circuito di prevenzione e protezione. A loro volta i problemi sul lavoro sono o cronici o recenti: e su questi ultimi si deve intervenire con tempestività e «mettere risorse per far rientrare subito le persone nel circuito del lavoro, altrimenti non le recuperiamo più». Il nodo è sempre la questione soldi: «Se ci sono, vanno destinati a questo capitolo». (g.c.)
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