Sicurezza
L’autopsia sull’autista non svela il giallo
Saranno necessari sessanta giorni per capire se un malore ha causato la sbandata del bus navetta dentro l’ospedale
PISA. Saranno gli esami istologici a chiarire se Adriano Profeti è stato vittima di un malore al punto da fargli perdere il controllo del bus navetta sotto cui è rimasto schiacciato all’interno dell’ospedale di Cisanello.
Ieri alle 15 è cominciato l’esame condotto dal medico legale David Forni il quale ha terminato il suo lavoro dopo le 19. Un esame autoptico lungo e minuzioso in quanto sono stati prelevati campioni di tessuto. Il medico legale ha fatto sapere che, come da prassi, serviranno sessanta giorni per l’analisti istologica al fine di comprendere se un malore possa avere causato la perdita di controllo del mezzo in cui sono anche rimaste ferite otto persone. L'autopsia ha potuto accertare che Profeti è morto in seguito al trauma da schiacciamento riportato nell'incidente. All’autopsia ha assistito anche il medico legale Damiano Marra di Livorno, nominato dalla famiglia dell’autista.
Stamani sarà firmato il nullaosta per la restituzione della salma ai familiari. Adriano Profeti, 53 anni, era originario di Cecina. E proprio al cimitero di Cecina sarà trasportata la salma, mentre il funerale si svolgerà alle 15,30 in San Pietro a Palazzi.
Prosperi lavorava come autista per contro della società “Angelino srl” che gestisce il servizio di trasporto dai parcheggi scambiatori fin dentro l’ospedale di Cisanello.
Quanto accaduto lunedì mattina è abbastanza chiaro. La navetta Shuttle Bus, intorno alle 11, guidata da Adriano Profeti era partita dal parcheggio scambiatore. Profeti aveva appena dato il cambio a un collega e con dieci passeggeri a bordo si era avviato verso l’ospedale. Superato il pronto soccorso, su un tratto rettilineo, all’improvviso il mini-bus è sbandato lasciando sull’asfalto i segni evidenti di una brusca sterzata a sinistra. Il mezzo ha divelto parte della ringhiera precipitando giù nella rampa dove si è ribaltato. Ciò che non è chiaro è il motivo per cui l’autista abbia sterzato all’improvviso. Una delle prime ipotesi fu quella di un possibile malore del conducente e a quest’interrogativo dovrà, appunto, dare una risposta l’autopsia disposta da Giovanni Porpora, il sostituto procuratore che conduce l’inchiesta.
Oltre all’ipotesi del malore, la polizia stradale che sta indagando, coordinata da Giovanni Porpora, non esclude un’eventuale distrazione dell’autista o un guasto meccanico.
Il bus, sotto sequestro, è stato controllato da polizia stradale e vigili del fuoco prima di venire rimosso dal luogo dello schianto mortale. Il sostituto procuratore Giovanni Porpora ha affidato all'ingegner Michele Massaro una perizia tecnica sul mezzo per accertare che non vi siano stati guasti improvvisi durante la marcia che possano avere determinato lo scarto improvviso del bus verso sinistra poco dopo aver oltrepassato la sbarra di accesso al complesso ospedaliero.
Intanto, la polizia stradale ha escluso che il cambio di una gomma al bus navetta possa essere stata la causa per cui l’autista abbia perso il controllo del mezzo sdandando e poi finendo giù nella rampa. Se fosse stato così, vigili del fuoco e stradale avrebbe subito notato, anche a occhio nudo, che una gomma del bus aveva ceduto.
Indagato è Lorenzo Angelino, 57 anni, legale rappresentante della "Angelino Srl" di Caivano (Napoli) la ditta per la quale lavorava da tempo Adriano Profeti. L'iscrizione sul registro degli indagati dell'imprenditore napoletano è un atto dovuto che la Procura ha adottato per consentire al titolare della ditta di nominare periti e legali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
