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Danti: «Una Sinistra forte se unita ora basta con gli accordicchi»
PISA. «Non occorre una sommatoria di partiti, ma temi concreti da mettere al centro di un progetto nazionale unitario». Il 10,5% dei consensi conquistati a livello comunale da Sì-Toscana a sinistra...
PISA. «Non occorre una sommatoria di partiti, ma temi concreti da mettere al centro di un progetto nazionale unitario». Il 10,5% dei consensi conquistati a livello comunale da Sì-Toscana a sinistra - la coalizione che raggruppa Rifondazione comunista, Comunisti Italiani, comitati territoriali dell’Altra Europa con Tsipras e Sinistra Ecologia Libertà, appoggiati da movimenti e liste di cittadinanza - dimostra che almeno in città una sinistra alternativa al Pd esiste o, almeno, resiste.
Le recenti elezioni regionali mostrano però anche un calo dei consensi in termini di voti assoluti. Un calo fisiologico se rapportato allo storico record di astensionismo che si è registrato, ma sul quale - concordano nella coalizione - è necessario aprire una riflessione. Così come è necessario ragionare sul futuro della sinistra pisana in vista delle prossime scadenze elettorali (amministrative in primis).
«È necessario individuare contenuti e temi da portare avanti, anche attraverso un processo partecipativo - sottolinea Dario Danti, ex assessore comunale ed esponente di Sel-. Attenzione massima va rivolta ai territori e alle loro specificità, ma occorre anche un progetto nazionale di una nuova sinistra, che non può essere una sommatoria di partiti né la riproposizione dei soliti noti». Un percorso nazionale necessario a livello territoriale anche per intercettare il voto popolare e di protesta, oggi appannaggio della Lega Nord e del M5S, oltre che dei delusi della politica.
«Un astensionismo strutturale che chiama ad una profonda riflessione - prosegue Danti, già coordinatore provinciale di Sel - perché se in Toscana, culla della partecipazione democratica, un cittadino su due non va a votare significa che c’è un problema politico da affrontare». La coalizione ha raggruppato numerose esperienze politiche, provenienti da percorsi diversi: come tenerle insieme? « È obbligatorio e necessario che abbia un futuro, ma con un’attenzione massima ai territori, un rinnovamento profondo delle persone, ripartendo da temi concreti e in una prospettiva nazionale - conclude l’ex assessore -. Se si vuole guardare avanti, non possiamo affrontare il futuro della sinistra con il torcicollo, ma costruire qualcosa di nuovo, anche attraverso un cambiamento della classe dirigente. Bisogna mettere da parte rancori e risentimenti e ripartire da parole chiare e da risposte a problemi concreti. Non ci possiamo più permettere di presentarci con undici simboli in sette regioni».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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