Sicurezza
Pd, messaggio ai renziani «Impegni da mantenere»
Il deputato Paolo Fontanelli: voti in calo, conviene riflettere bene sul futuro Primo passo la scelta dei nuovi segretari. «Cerchiamo una figura che unisce»
PISA. «In questi dati si legge chiaramente un problema di rapporto tra la Regione e il nostro territorio. Le stesse dichiarazioni di Rossi che promette attenzione alla costa lo dimostrano. Speriamo. Avremo modo di verificare passo passo il rispetto degli impegni e delle promesse fatte dai nuovi attori del governo regionale». Paolo Fontanelli, deputato Pd, ha già detto di essere dispiaciuto del risultato elettorale (aveva sostenuto Nocchi) e ammesso la sconfitta. E soprattutto nell’elezione di Alessandra Nardini ha visto «una richiesta di novità rispetto alla continuità».
Gli alfieri renziani, trascinati dal pigliatutto Mazzeo, portano ancora di più i numeri dalla loro parte, fuori e dentro il partito. Fontanelli, uscendo da impegni e promesse elettorali, vuole mettere alla prova il nuovo corso. Intanto premette che «un’occhiata ai numeri è bene darla, soprattutto in confronto con quelli del voto omogeneo di cinque anni fa. Nel 2010 Rossi venne eletto presidente con 1.055.751 voti, pari al 59.7%. Dopo cinque anni ne ha presi 656.498 (48%). Il Pd ne prese, sempre cinque anni fa, 641.214 (42.2%) e ne ha raccolti oggi 614.406 (46.3%). Alle europee di un anno fa il Pd in Toscana ne ha presi 1.069.167 (56.3%). Penso che riflettendo su questi numeri qualche considerazione politica andrebbe fatta, sia sul versante amministrativo che su quello della tenuta e della capacità di insediamento sociale del partito».
Per l’ex sindaco «lo stesso confronto fatto sui numeri pisani ci dice qualcosa di più. Nel 2010 Rossi raccolse nella provincia di Pisa 123.571 voti, pari al 62%, oggi 72.302 (45.2). Il Pd ne prese 70.848 (42.2%) e ora 67.070 (43.1%)». Da qui, secondo Fontanelli, discende «il problema di rapporto tra la Regione e il nostro territorio» e l’esigenza di verificare «passo passo il rispetto degli impegni e delle promesse fatte dai nuovi attori del governo regionale».
Anche perché, aggiunge il deputato, «in un quadro in cui sono saltate le vecchie appartenenze, come Renzi ha affermato un po’ di tempo fa, pensando alla possibilità di conquistare consensi nell’altro campo, gli elettori guardano l’offerta politica e fanno zapping. Solo che nel telecomando è apparso anche il tasto della scelta astensionista e gli elettori di sinistra o di centrosinistra che non si sentono rappresentati dal Pd lo usano».
Considerazioni che arrivano in un Pd pisano che cerca di capire la rotta dopo una campagna elettorale giocata sulle dispute tra correnti. Una partita che si riaprirà a breve per la scelta dei nuovi segretari, cittadino e provinciale. «Faremo una riflessione con il partito regionale - dice Mazzeo -, l’obiettivo è individuare una figura che unisce». (f.l.)
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