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bolgia a tirrenia

Lunghe code d’auto e c’è chi attraversa le strade “bianche”

di Giovanni Parlato
Lunghe code d’auto e c’è chi attraversa le strade “bianche”

TIRRENIA. Un bolgia di auto. Il copione di domenica 31 maggio si è ripetuto anche il 2 Giugno. Automobilisti intrappolati nelle auto con al seguito la famiglia fatta di bambini e, in qualche caso, d’a...

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TIRRENIA. Un bolgia di auto. Il copione di domenica 31 maggio si è ripetuto anche il 2 Giugno. Automobilisti intrappolati nelle auto con al seguito la famiglia fatta di bambini e, in qualche caso, d’anziani. Abbiamo visto un nonno esasperato uscire dall’auto e, con tanto di bastone, andare a piedi. E con ragione: andava più veloce lui delle macchine. Il viale del Tirreno scoppia la mattina in un verso e la sera nell’altro verso. Prima per andare al mare e poi per tornare a casa.

Martedì scorso, giorno di festa, abbiamo percorso la mattina viale del Tirreno. Da Calambrone la coda giungeva fino a Tirrenia. Non solo. Oltrepassato il ponte dello Scolmatore, la coda continuava fin sulla superstrada da due direzioni: da Livorno e da Pontedera. Due serpentoni che s’immettevano nell’imbuto di una corsia unica per andare al mare. Una coda che, anche se scorreva lentamente, è continuata fino alle 14. Intorno alle 18, la coda di auto si è cominciata a formare per la strada di ritorno. Un fila sia verso Livorno che Pisa. Domenica scorsa, si è verificato qualcosa di inaspettato. Una trentina di auto hanno deviato su via dei Porcari e si sono avviate sulla strada “bianca” che si trova all’interno del Parco di San Rossore. Hanno percorso il tratto che costeggia Camp Derby per sbucare sua via Pisorno all’altezza del ristorante “Il cacciatore”. Da tempo, si parla (la proposta è della Confcommercio) di aprire le strade bianche in modo che ci possa essere un’alternativa all’attuale viabilità. La proposta era stata bocciata dall’Ente Parco, dal Comune di Pisa e dagli ambientalisti. Ma, evidentemente, qualcuno sapeva di quella possibile scorciatoia. Ha alzato la sbarra (non chiusa da un lucchetto) ed è passato trascinandosi dietro una trentina di altri automobilisti.

Il 2 Giugno, intorno alle 18, abbiamo percorso la strada “bianca” in bicicletta per capire se la “piratata” si sarebbe ripetuta. Invece, abbiamo incontrato un pattuglia delle guardie del Parco in perlustrazione proprio per controllare che non ci fossero auto.

Ma come mai la sbarra non è chiusa? Lo abbiamo chiesto a Andrea Gennai, direttore dell’Ente Parco. «Sono strade che servono anche per i mezzi d’emergenza che in questo modo possono facilmente spostarsi» risponde Gennai che in merito ai trenta automobisti di domenica afferma: «Intensificheremo i controlli anche con telecamere non fisse che servono per l’osservazione faunistica. Si attivano in presenza di in movimento, in questo caso di un’auto di passaggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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