Il dolore
Inventa un tamponamento, condannato
Il giudice di pace: il presunto investitore il giorno dell’incidente denunciato si trovava in carcere
PISA. Cita l’assicurazione in giudizio chiedendo un grosso risarcimento, ma non sapeva che l’automobilista che a suo dire lo aveva tamponato, il giorno del presunto incidente era in galera... per una mega truffa alle assicurazioni. Risultato: il giudice non solo lo condanna a duemila euro di spese legali, ma trasmette anche gli atti alla Procura della Repubblica.
Protagonista della vicenda un macedone, che sosteneva di essere stato tamponato - in qualità di trasportato - da un Ford Transit mentre viaggiava sulla Mercedes di un connazionale. Ma la controparte, ovvero l’Unipol Sai assistita dall’avvocato Andrea Poli, non era per niente convinta ed ha dato incarico a un investigatore privato affinché venisse a capo dei fatti.
La causa si è discussa davanti al giudice di pace pisano Bruno Neri (sentenza 172/2015) e in udienza è risultato che il presunto tamponatore, il giorno dell’incidente denunciato,si trovava in carcere e comunque non aveva mai fatto incidenti con il Transit. Secondo le risultanze delle indagini dell’investigatore privato, questo tamponamento non si è mai verificato.
Dopo la deposizione di un teste, inoltre, l’avvocato del macedone ha rinunciato al mandato.
Nella successiva udienza è arrivato anche un fatto nuovo: il legale dell’assicurazione ha prodotto in giudizio un articolo del Tirreno da cui emerge come il presunto investitore fosse “proprietario” di ben 37 veicoli.
E’ arrivata quindi la sentenza: «Appare evidente a questo giudicante - scrive il magistrato - come non solo l’attore non abbia provato il suo diritto, tenendo un comportamento processuale che fa a ragione ritenere che il sinistro non si sia mai verificato (non ultima la circostanza della rinuncia al mandato del suo avvocato senza più essere sostituito) ma che vi siano elementi positivi che fanno ritenere che vi sia stato un tentativo di porre in essere una truffa ai danni della compagnia assicurativa da una vera e propria organizzazione».
Antonio Scuglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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