Il Tirreno

Pisa

Autista morto, indagato il titolare della “Angelino”

di Pietro Barghigiani
Autista morto, indagato il titolare della “Angelino”

Il proprietario della ditta di trasporti potrà nominare consulente e avvocato Sarà il medico a chiarire se il conducente si è sentito male. Perizia sulla navetta

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PISA. Un avviso di garanzia con ipotesi di reato di omicidio colposo sarà notificato al legale rappresentante della “Angelino Srl” di Caivano (Napoli), Lorenzo Angelino, 57 anni, la ditta per la quale lavorava da tempo Adriano Profeti, l’autista di Cecina, di 53 anni, deceduto intorno alle 11 di lunedì sotto il minibus che stava guidando a due passi dal pronto soccorso.

Atto dovuto. L’iscrizione sul registro degli indagati dell’imprenditore napoletano è un atto dovuto che la Procura ha adottato per consentire al titolare della ditta di nominare periti e legali che già nella giornata di lunedì sono stati informati dell’imminente emissione dell’avviso di garanzia.

Fuori controllo. Profeti, dopo aver superato l’ingresso del pronto soccorso ha percorso alcune decine di metri per arrivare al rettilineo riservato alle navette che fanno la spola tra i parcheggi e l’ospedale per trasportare pazienti e visitatori.

I segni sull’asfalto raccontano di un scarto netto di alcuni metri verso sinistra da parte del minibus che si è infranto contro la ringhiera per poi cadere nel punto più profondo delle due rampe interne riservate a fornitori e ambulanze.

Un volo di almeno 3 metri al termine del quale il conducente è morto sul colpo e 8 persone, sui 10 passeggeri presenti sul bus shuttle, sono rimaste ferite.

Le ipotesi. Le ipotesi su cui la polizia stradale lavora, coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Porpora, sono tre: malore dell’autista, distrazione o guasto meccanico.

L’autopsia. Domani alle 15 il medico legale David Forni effettuerà l’autopsia per chiarire se Profeti abbia avuto un malore così grave da fargli perdere il controllo del veicolo.

Il bus, sotto sequestro, è stato controllato da polizia stradale e vigili del fuoco prima di venire rimosso dal luogo dello schianto mortale.

Sarà disposta una perizia per accertare eventuali anomalie meccaniche o guasti improvvisi che possano aver messo fuori uso i comandi e “guidato” la navetta contro la ringhiera e quel salto nel vuoto dall’esito fatale.

La telefonata. L’autista era al telefono durante il breve percorso coperto dal parcheggio all’ospedale. Aveva l’auricolare. Gli investigatori hanno sentito tutti i passeggeri e sono arrivati alla conclusione, almeno per questo primo passaggio iniziale dell’inchiesta, che Profeti non abbia lamentato alcun guasto del mezzo con l’azienda mentre era al cellulare.

La conversazione era incentrata sulla consegna di alcuni documenti di lì a breve una volta finito il giro nella cittadella del policlinico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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