Sicurezza
Mazzeo, sì a valanga per cominciare a stravolgere il Pd
Una stoccata a Nocchi, una mano tesa verso Ferrucci E al sindaco Filippeschi: «Sulla sicurezza bisogna fare di più»
PISA. La forza di 10.515 voti per lanciare messaggi che in alcuni casi sembrano diktat. Dentro la sede del suo comitato elettorale, Antonio Mazzeo si porta dietro una notte insonne fatta di tensione ed entusiasmo. Parla in una saletta che si affaccia su Corso Italia, nelle prime sedie una larga fetta, non a caso, della giunta Filippeschi. E proprio il sindaco, ma non solo, è destinatario di frasi che arrivano diritte al bersaglio.
Quello che traccia Mazzeo nella prima conferenza stampa da consigliere regionale pigliatutto è il futuro del Pd in città e in provincia, perché quei diecimila voti e passa fanno soffiare più forte «il vento del cambiamento», sorta di colonna sonora della campagna elettorale fatta con una squadra di quaranta volontari, quasi tutti giovanissimi, «energie che - dice lo stesso Mazzeo - devono essere valorizzate nel partito del futuro».
Un futuro che il neo consigliere accelera, «perché le battaglie di retroguardie» combattute dalla vecchia guardia dalemian-bersaniana (tipo aeroporti) non hanno pagato. Perché «è un risultato a 360 gradi voluto dai pisani, tanto che un voto forte è arrivato anche dai quartieri popolari: in questo modo ci hanno detto che per loro il Pd è quello del governo nazionale e regionale».
I messaggi-siluro partono subito. Carota e soprattutto bastone per Francesco Nocchi. «Ho apprezzato il gesto di responsabilità nel dimettersi da segretario provinciale, dispiace invece leggere che cerca di intestarsi la vittoria di un altro consigliere. Ma nè io, nè Alessandra Nardini abbiamo bisogno di badanti».
Il ragionamento prosegue: «Si deve aprire una fase nuova. Questo partito non ha più una guida in città perché si sono volute tenere fuori certe energie. Si va verso i congressi? Sì, la strada è questa». Il Pd eleggerà i nuovi segretari provinciale e comunale dopo l’estate. Per la prima carica gira ancora, ma un po’ meno, il nome di Massimiliano Sonetti. Mazzeo però parla di Ivan Ferrucci in un modo che si presta a più letture: «Mi spiace non sia in consiglio regionale, è una persona seria e preparata che dovrà essere valorizzata».
Capitolo sindaco: una delle prime telefonate è stata con Marco Filippeschi. Mazzeo dice: «Il fatto che un pisano su quattro abbia votato Lega deve far riflettere, significa che ci sono temi sentiti da affrontare diversamente. Uno su tutti la sicurezza». Il messaggio al sindaco: «La giunta lavori tranquilla, ma ha un punto mancante: la sicurezza». Cosa fare di più? «Proporremo una task-force regionale, sul modello di quella per l’accoglienza dei profughi, da basare sulle singole esigenze dei territori. Nella lotta alla microcriminalità non si può transigere, a Pisa come a Pontedera». La nuova stagione, per il consigliere da diecimila preferenze, infatti è anche nei rapporti partito-giunta: «Non dobbiamo più guardare indietro - sottolinea Mazzeo - e il partito non dovrà più essere solo la cinghia di trasmissione delle amministrazioni comunali, ma lavorare insieme nel rispetto dei ruoli».
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