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Pisa

Il trionfo di Salvini ma non Matteo: vince Roberto da Ponsacco

PISA. Il cognome gli ha dato una grossa spinta. Lui era consapevole e sull’omonimia ci ha lavorato. Quasi sotto traccia, fuggendo dall’esposizione mediatica che invece la sua diretta rivale interna...

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PISA. Il cognome gli ha dato una grossa spinta. Lui era consapevole e sull’omonimia ci ha lavorato. Quasi sotto traccia, fuggendo dall’esposizione mediatica che invece la sua diretta rivale interna ha cercato in ogni momento della campagna elettorale delle regionali. Ma Roberto Salvini, 67 anni, pensionato di Ponsacco, leghista della prima ora, è l’unico consigliere regionale eletto a Pisa dopo i tre della circoscrizione di Firenze. Il primo a comunicarglielo è stato Claudio Borghi, che era candidato alla carica di presidente della Regione.

Lui, padre e già nonno, che per una vita si è occupato di commercio a livello internazionale, vendendo prima macchinari usati per falegnamerie e poi più evolute macchine a controllo numerico, ha applicato le regole del marketing alla politica. «Sono stato sottovalutato dai miei avversari diretti - dice Roberto Salvini -. Invece ho circa 1.300 voti in più della Ceccardi. Eppure, lei ha investito molti soldi nella campagna elettorale. Ma ha puntato tutto su Pisa e Cascina, sulle zone con più abitanti. Io invece ho battuto palmo a palmo tutta la provincia di Pisa. Questa vittoria è tutta mia, personale: è frutto di un lavoro certosino. Ho parlato con la gente, nei paesi. Sono stato nelle fabbriche».

Nel Pisano la Lega Nord ha ottenuto un buonissimo risultato: è la prima provincia in Toscana per numero di preferenze. «Va detto che la provincia di Pisa, il voto lo dice chiaramente, esprime la richiesta di cambiamento. Servono investimenti sostanziosi per rilanciarla, ci sono aziende, come la Piaggio, che decentrano, l’agricoltura e il paesaggio sono abbandonati da tempo. Il turismo non ha l’attenzione che merita. La Lega vuole dare il suo contributo». Certamente il cognome, Salvini, ha avuto un effetto-trascinamento. «Sì, mi ha dato una mano, ma non è stato determinante. La carta vincente di queste elezioni è stata quella del contatto con la gente». (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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