Lutto
Diego Petrucci: «Non vi meritate la democrazia»
PISA. «Non vi meritate la democrazia». È un commento aspramente critico verso gli elettori quello che Diego Petrucci, consigliere comunale e leader di Noi adesso Pis@, candidato al consiglio...
PISA. «Non vi meritate la democrazia». È un commento aspramente critico verso gli elettori quello che Diego Petrucci, consigliere comunale e leader di Noi adesso Pis@, candidato al consiglio regionale con la stessa lista civica al fianco di Fratelli d'Italia, affida a Facebook.
«Voglio ringraziare le tante persone che mi sono state accanto e mi hanno sostenuto in questi mesi - scrive Petrucci in un lungo post -, cercherò di farlo ad uno ad uno personalmente e sicuramente per quanto potrò cercherò di contraccambiare mettendomi a disposizione in ciò che posso».
Con 1.691 preferenze, Petrucci è stato il candidato più votato della lista, che ha concorso alle elezioni in coalizione con la Lega Nord, ma non riesce a nascondere la delusione per la mancata elezione, e soprattutto per il clamoroso exploit di Roberto Salvini. «Quando dopo anni di impegno serio, onesto e soprattutto costante, fatto di battaglie concrete, passione e enorme sacrificio – scrive Petrucci -; quando dopo tanti anni di rinunzie, di mettere la politica e l'impegno per gli altri sempre davanti alle passioni, agli interessi, al lavoro e agli affetti, ti vedi asfaltare da chi sta nella stessa area politica e addirittura in coalizione insieme ed ha l'unico merito di averla sparata più grossa negli ultimi tre mesi, diventa difficile digerirla. Quando ti rendi conto che gli elettori preferiscono e scelgono chi la spara più grossa nell'ultima intervista, anziché l'impegno di decine di persone che ogni giorno dedicano buona parte della propria vita all'impegno pubblico, devi farti delle domande e darti delle risposte».
I pisani di centrodestra e di destra, dice Petrucci, hanno deciso di farsi rappresentare per i prossimi cinque anni in consiglio regionale da Roberto Salvini, «che sarà un'ottima persona e a cui auguro buon lavoro, ma che non ha mai fatto un'ora di politica in vita sua, avendo l'unico merito di avere lo stesso cognome di un altro».
«Se dopo 20 anni di impegno – conclude Petrucci - il cognome giusto frutta quattro volte le tue preferenze, devono cambiare le priorità, da qui in avanti: famiglia, lavoro, un po’ di me e poi politica». (d.r.)
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