Il Tirreno

Pisa

Corti: «Non abbiamo intercettato il voto popolare e di protesta»

di Danilo Renzullo
Corti: «Non abbiamo intercettato il voto popolare e di protesta»

Sì-Toscana a Sinistra supera il 10% a livello comunale ma le aspettative sul resto del territorio erano maggiori

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PISA. «Siamo riusciti ad intercettare il voto consapevole, ma non quello popolare e di protesta». A livello regionale la lista Sì-Toscana a sinistra – la coalizione di sinistra alternativa al Partito democratico formata da Rifondazione comunista, Comunisti Italiani, comitati territoriali dell'Altra Europa con Tsipras e Sinistra Ecologia Libertà, appoggiati da movimenti e liste di cittadinanza, che sosteneva la candidatura alla presidenza regionale di Tommaso Fattori – ha tradito le aspettative (ottenendo il 6,27% rispetto alle previsioni che la fissavano intorno al 10%).

Ma nel comune e nella provincia di Pisa la lista consolida invece i risultati ottenuti alle elezioni europee dello scorso anno (quando la coalizione, senza i Comunisti italiani, andava sotto il nome de l'Altra Europa con Tsipras).

«Non è una debacle – commenta Andrea Corti, ex segretario provinciale di Rifondazione comunista e candidato al consiglio regionale -. L'obiettivo era consolidare il risultato dello scorso anno (5,1%, nda). Probabilmente ci sono state delle aspettative un po' mal riposte perché si pensa che l'astensionismo non colpisca anche noi. Nell'area politica tradizionale, centrosinistra e centrodestra, l'astensionismo colpisce indistintamente. Ci possiamo ritenere comunque soddisfatti».

Sul territorio provinciale il progetto di Sinistra unita, con 10.143 voti si ferma al 6,53%.

A livello comunale ottiene invece il 10,5% (3.431 voti).

Rispetto alle scorse europee sale la percentuale di voti ottenuti nel territorio comunale (9,8% nel 2014), calano invece i voti (4.039 alle europee).

«Siamo partiti drammaticamente in ritardo con la campagna elettorale – prosegue Corti, già consigliere provinciale -. Su questo risultato ha influito probabilmente anche il mancato confronto con le altre forze politiche. Ogni partito ha fatto una campagna elettorale indipendente e questo non ha stimolato l'interesse».

«Nei territori dove c'è stato più dibattito e confronto – continua l'ex segretario provinciale del Prc -, i risultati sono leggermente migliori».

Secondo Corti, che alla tornata elettorale di due giorni fa ha ottenuto 1.380 preferenze, due in meno di Francesco Cecchetti, capolista e primo nel collegio di Pisa, il risultato ottenuto dalla sinistra alternativa al Pd a Pisa e provincia è da considerarsi comunque un «buon risultato».

«Riusciamo ad intercettare il voto consapevole e a consolidare il voto di opinione, ma non quello popolare – conclude l'ex consigliere provinciale -. Il voto di protesta è riuscito ad intercettarlo la Lega Nord, con un messaggio populista che in un tempo di crisi è quello che riesce ad arrivare prima degli altri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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