Sicurezza
Tumulato nell’oblio e in mezzo al degrado il principe etrusco
Nell’arco di un anno si contano sulle dita di una mano le visite al sito archeologico condannato all’incuria
PISA. Il principe tumulato nell’oblio e nel degrado. In via San Jacopo, a 500 metri dalla Torre, riposa dal VII secolo avanti Cristo un principe etrusco nel suo monumento funerario di ben 30 metri di diametro. E il suo “sonno” non verrà di certo interrotto dai turisti visto che, a parte cinque o sei gite l’anno fatte dal Gruppo archeologico pisano, per il resto tutto tace. Non tace invece l’incuria che fa bella mostra di sé nel sito archeologico e negli spazi antistanti.
La recinzione del tumulo è sollevata da terra in più punti, è arrugginita e, di fatto, chiunque può entrarci. Dei tre grossi cartelli che dovrebbero informare i turisti, due sono a terra: uno subito dietro la recinzione; l’altro, invece, è adagiato su una panchina interna al sito archeologico. L’unico enorme cartello rimasto attaccato alla rete è del tutto fuorviante perché dichiara che il sito è aperto dalle 9 alle 19. Di quale giorno? Sempre nello stesso cartello c’è scritto di rivolgersi al check point del parcheggio di via Pietrasantina o sul sito web della Pisamo. Rivolgersi lì per cosa? Un biglietto? Informazioni? Sul sito della Pisamo non vi è alcuna traccia di “tumuli” ed immaginate l’ignaro turista che andando su internet si trova innanzi alla procedura per fare la richiesta di Ztl.
Il tumulo in sé appare in condizioni migliori degli anni precedenti. Basti ricordare che due anni fa vi nidificarono delle folaghe. L’erba circostante invece è alta; arriva alla seduta delle quattro smilze panchine installate a corredo. Così come il baracchino di legno, una volta adibito a biglietteria e a ricovero di utensili per il giardinaggio, sembra debba crollare da un momento all’altro. Oltre a tutto ciò, l’unica rastrelliera per le biciclette, posta innanzi al cancello principale, è praticamente divelta, schiacciata forse da qualche bus o mezzo pesante che usa la piazzola per farci manovra. Tutto ciò è a pochi passi dalla Torre pendente ed ancora meno dal parcheggio colmo di turisti di via Pietrasantina. Purtroppo va segnalato che durante il nostro sopralluogo i cassonetti della spazzatura, a cinquanta metri dal tumulo, erano stracolmi di sacconi ed alcuni giacevano a terra.
Il tumulo etrusco fu rinvenuto nel 1994, ma la sua valorizzazione non è mai decollata nonostante l’impegno del Gruppo archeologico pisano. Il sito del Comune www.turismo.pisa.it ne esalta i valori storici e archeologici, ma omette di dare informazioni per le visite perché visite non se ne possono fare. Il sito del ministero dei Beni culturali parla di una visita guidata nel settembre del 2013, ma sono tutte iniziative spot che pur servono a mantenere alta l’attenzione sul patrimonio storico cittadino.
Il caso del tumulo del principe etrusco è l’esempio di quanto sia urgente avere un biglietto unico per visitare i monumenti pisani perché prima di entrare nell’adiacente piazza del Duomo, nel pieno medioevo pisano, si spiegherebbero ai turisti le origini ancor più remote della città.
Con l'avvicinarsi della piena stagione turistica si spera che almeno si provveda a limitare i danni di immagine. (c.ve.)
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