Attenzione
Tentato omicidio, confermata la condanna
La Cassazione ribadisce gli 8 anni all’aggressore di un giovane finito in coma con danni cerebrali
PISA. La Cassazione conferma la condanna a 8 anni per tentato omicidio a carico di Said Guesmi, 33 anni, tunisino, arrestato nel luglio 2011 dai carabinieri per un’aggressione feroce ai danni di un connazionale a cui spaccò la testa provocandogli lesioni permanenti. Ci aveva provato Guesmi a farsi ridurre la pena con una ricorso contro la sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello. Ma i giudici della Suprema Corte hanno respinto le motivazioni del tunisino. In sostanza Guesmi chiedeva un nuovo processo perché a suo dire non si trattava di un tentato omicidio, ma al limite di un reato ascrivibile alle lesioni personali. Non solo. La lite era nata, sempre secondo la versione del condannato, come risposta a un gesto di scherno del connazionale e, quindi, andava interpretata come legittima difesa o eccesso colposo di legittima difesa con l’attenuante della provocazione.
Infine, l’entità della pena considerata troppo severa. Tutti e tre gli argomenti di Guesmi sono stati ritenuti infondati dalla Cassazione che ha confermato il giudizio d’appello. L’episodio, rimasto impresso nell’opinione pubblica per la brutalità dell’azione, risale alla mattina del 25 giugno 2011. Guesmi e un connazionale, ma in zona c’era anche una terza persona mai individuata, si trovano in Darsena nel sottopasso all'incrocio fra via Aurelia Sud e via Colombai, allo vincolo della superstrada, a poche centinaia di metri da alcuni capannoni abbandonati. Litigano per questioni di droga. Sono gli abitanti di quel mondo sommerso fatto di sbandati e spacciatori che appaiono nelle piazze dello smercio in pieno centro o alla stazione per poi rientrare nell’oscurità di un’esistenza da fantasmi.
Guesmi assale il connazionale e lo colpisce alla testa con sassi e bastoni. Un massacro che riduce in coma la vittima del pestaggio sottoposta a due interventi chirurgici alla testa.
Il fuggitivo viene bloccato dopo qualche giorno dai carabinieri a Vicopisano a casa della compagna di allora, un’italiana di 26 anni che gli stava fornendo un cambio di abito in vista di un probabile espatrio. La persona ferita ha riportato danni cerebrali permanenti. Guesmi resta con una condanna a 8 anni per tentato omicidio.
Per le corti dei tre gradi di giudizio il tunisino voleva uccidere. Secondo la Cassazione Guesmi aveva agito con «dolo diretto, o al più alternativo, avendo inteso uccidere l'aggredito o ferirlo seriamente, mentre solo l'intervento di un terzo soggetto, che gli aveva sottratto il bastone e lo aveva incitato ad andarsene dal luogo, aveva interrotto l'azione, che, diversamente, avrebbe sortito esiti letali».
Pietro Barghigiani
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