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Pisa

Morto l’autista del sindaco

Morto l’autista del sindaco

In seguito a uno scontro era stato ricoverato all’ospedale Filippeschi: «Era serio e paziente, è un grande dolore»

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PISA. Paolo Di Marzo, 61 anni, autista del sindaco Marco Filippeschi, si è spento all’ospedale dove era ricoverato da mercoledì pomeriggio in seguito a un gravissimo incidente.

Di Marzo stava percorrendo via Traversagna a Migliarino alla guida di una Lancia Y quando si è scontrato con una station wagon guidata da un automobilista di Massa. A seguito dell’impatto, la Lancia si è capottata più volte finendo nel campo fuori strada. Paolo Di Marzo è stato sbalzato fuori dell’abitacolo e il suo corpo è stato trovato dai soccorritori lungo il fosso. Il medico del 118 ha compreso subito le condizioni disperate in cui versava il ferito e, al fine di trasportare quanto prima l’uomo al pronto soccorso, è stato chiamato l’elisoccorso. Il Pegaso ha portato Paolo Di Marzo al pronto soccorso in condizioni gravissime e i medici lo hanno sottoposto ad ogni trattamento. Più passavano le ore e più c’era la speranza che Di Marzo riuscisse a superare i gravi traumi. Ma, purtroppo, non è sttao così. La sua forte fibra ha resistito fino a venerdì sera.

Il sindaco Marco Filippeschi ha voluto così ricordare la morte di Paolo Di Marzo: «Siamo tutti nel dolore. I colleghi del Comune e gli amministratori che lo hanno conosciuto. Io, in particolare, che l'ho avuto come autista, in particolare nella fase iniziale del mandato, e che ho condiviso con lui il lavoro di sindaco fino all'incidente. Paolo era una persona buona e un lavoratore generoso. Ha conosciuto le mie figlie, le ha viste crescere, e è stato sempre molto affettuoso con loro. Con una delicatezza d'animo che non dimenticherò mai. Fra noi si era creato un rapporto di confidenza e di fiducia. Mi aveva parlato dei suoi momenti difficili e delle sue speranze. Aveva pazienza per i ritmi a volte assai impegnativi del nostro lavoro e comprensione per le mie ansie. Era ancora giovane e avrebbe potuto dare ancora molto alla sua figlia e ai suoi affetti. Ci sentiamo tutti vicinissimi alla sua famiglia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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