Il Tirreno

Pisa

Batterio killer attacca i cipressi in Vallegraziosa

di Pierluigi Ara
Batterio killer attacca i cipressi in Vallegraziosa

Allarme dell’ufficio forestazione del Comune: segnalazioni da tutta la zona La disinfestazione ha costi alti e può avere effetti sulla salute dei cittadini

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CALCI. «Si chiama Cinarino. È un parassita molto temibile. Attacca i cipressi, ma non tanto quando gli alberi della famiglia delle conifere sono isolati. Piuttosto lungo i filari, se raggruppati in qualche modo». Adolfo Cappelli, esperto agronomo dell’ufficio forestazione del Comune, fa il punto della situazione dopo che continuano ad arrivare segnalazioni di cipressi malati su tutto il territorio, in collina come in pianura. Nel recente passato si sono ammalati i castagni, poi gli ontani, i platani, nota ancora più inquietante gli olivi. Adesso stanno essiccandosi i cipressi. Tra le cause pare che sia soprattutto l’inquinamento atmosferico.

Stavolta non si tratta del cancro del cipresso che qualche anno fa ha decimato i cipressi più famosi, quelli di Bolgheri, cantati da Giosuè Carducci in una famosa poesia. Il killer è un batterio che è difficile da debellare.

Spiega Cappelli: «L’eventuale disinfestazione richiede costi ingenti e poi bisogna stare molto attenti perché potrebbero esserci conseguenze per la salute dei cittadini. Purtroppo al momento non possiamo intervenire».

A far proliferare il batterio è soprattutto il clima freddo e umido. L’auspicio è che il caldo fermi almeno in parte l’opera distruttrice del Cinarino. Sul territorio della Vallegraziosa il fenomeno riguarda in primis il viale della Certosa dove alcune piante sono state soppresse. Casi diffusi anche a Crespignano, il Bagnetto e Montemagno. A proposito del borgo collinare c’è da dire che esistono reminescenze storiche legate ad un passato fatto di cultura e di arte. Uno dei cipressi fu piantato da Gabriele D’Annunzio il quale frequentava Villa Casini come Giovanni Papini ed altri personaggi. Goffredo Casini, rappresentante del nobile casato montemagnese, negli anni Trenta ricoprì una carica importante nel campo della pubblica istruzione e divenne anche direttore del “Messaggero” di Roma.

Il grido di allarme per i cipressi malati rimbalza un po’ dovunque. Le foglie da verdi diventano marroni. Gli effetti si espandono sempre di più e la pianta può seccarsi interamente. Proprio lungo il viale della Certosa gli effetti sono ben visibili con contraccolpi negativi sul paesaggio. Non si salvano neppure i cimiteri dove i cipressi sono diffusi. Del resto questa conifera è elemento caratterizzante del paesaggio toscano, si distingue per eleganza rispetto agli altri alberi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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