Il Tirreno

Pisa

razzismo a scuola

Si indaga sugli sms dei compagni di classe

Giovanni Parlato
Si indaga sugli sms dei compagni di classe

I carabinieri hanno cominciato a lavorare su cellulari e profili social per scoprire i colpevoli di insulti e minacce alla studentessa senegalese

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PISA. I carabinieri hanno cominciato ad analizzare i messaggi sui 25 cellulari che giovedì 28 maggio sono stati sequestrati agli studenti della prima superiore frequentata dalla ragazza senegalese vittima di insulti razzisti. Così come sono cominciate le verifiche se, nei profili dei social dove i ragazzi sono iscritti, ci sono riferimenti a quanto accaduto in classe negli ultimi mesi.

Per i carabinieri della Compagnia di Pisa si profila un lungo lavoro. I ragazzi si scambiano, soprattutto sui social, impressioni e commenti. Gli investigatori dovranno valutare l'interesse di questi messaggi ai fini dell'inchiesta che stanno portando avanti. Ma è anche vero che l'analisi dei telefonini e relative schede andrà oltre ciò che sarà leggibile in un primo impatto. I carabinieri - nel caso in cui lo riterranno opportuno - cercheranno di scoprire eventuali messaggi che sul cellulare sono stati cancellati e post modificati sui social. Un'inchiesta che dai banchi di scuola si sposta sul piano telematico. Ma che, purtroppo, nei prossimi tre giorni dovrà procedere molto a rilento in quanto gran parte dei carabinieri della Compagnia, come del resto tutte le altre forze dell'ordine, saranno impegnati nei seggi per le elezioni regionali.

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I carabinieri della Compagnia di Pisa, guidati dal tenente Andrea Barbieri, sono arrivati giovedì 28 alla scuola superiore con un mandato di perquisizione su delega della Procura dei minori di Firenze che ha aperto un fascicolo contro ignoti. Oltre al sequestro dei cellulari e delle password dei social network, i militari hanno perquisito gli zaini dei ragazzi, ma non sono emersi elementi tali da segnare una possibile svolta.

Le prime lettere anonime inviate alla studentessa risalgono all'inizio di aprile. Sono sette in tutto i messaggi razzisti ricevuti dalla ragazzina presa di mira soprattutto perché molto brava. L'ultimo biglietto anonimo abbandonato sul suo banco risale alla scorsa settimana scritto a mano. Chi ha scritto quel biglietto, lo ha fatto mentre era scoppiato il caso approdato su giornali e televisioni. Un messaggio scritto con un piglio arrogante di sfida verso gli investigatori:

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.11524405:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2015/05/31/news/razzismo-a-scuola-il-preside-poteva-accadere-ovunque-1.11524405]]

«Ti sei rivolta alla stampa - c'era scritto - ma né te né i carabinieri mi troveranno mai».I carabinieri, l’altro giorno, mentre chiamavano uno a uno i ragazzi, si saranno trovati di fronte al minorenne che ha lanciato loro la sfida? Secondo gli investigatori, per scoprire la mano che ha scritto gli insulti razziali bisogna cercare all’interno della classe. Ci sono anche voci che girano con relativi sospetti su quattro giovani. Come, secondo altre voci, l’autore delle offese razziste non sarebbe all’interno della classe.
 

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