Sicurezza
«Rivogliamo piazza Miracoli anche con banchi rimovibili»
PISA. «Disponibili a prendere in considerazione le proposte che l’amministrazione comunale vorrà farci per individuare una sede definitiva del mercato del Duomo. Ma nell’attesa di questa proposta, e...
PISA. «Disponibili a prendere in considerazione le proposte che l’amministrazione comunale vorrà farci per individuare una sede definitiva del mercato del Duomo. Ma nell’attesa di questa proposta, e della necessaria modifica del piano del commercio su aree pubbliche, vogliamo tornare in Piazza dei Miracoli come previsto dall’ordinanza e ribadito dalla sentenza del Tar». Nelle parole di Gianmarco Boni, presidente del consorzio Pisa dei Miracoli, la conferma della posizione dei bancarellai che attendono il 30 settembre, giorno della scadenza della nuova proroga al cantiere per i lavori al Museo delle Sinopie, per capire le mosse dell’amministrazione una volta liberata la piazza.
Un percorso che continua a snodarsi tra due binari. Il primo riguarda la sede definitiva delle bancarelle, che deve essere definita da un nuovo piano del commercio (quello attuale la individua nella caserma Bechi Luserna) e interessa l’intero mercato del Duomo; stiamo parlando infatti di tutti gli 88 banchi e non solo quelli trasferiti in piazza Manin. Altro binario riguarda il breve periodo, una volta finiti i lavori al museo. «Per la sede definitiva - dice ancora Boni - attendiamo che il Comune ci faccia una proposta. Noi siamo sempre indirizzati all’acquisto del complesso dei Trovatelli, che però sarebbe impossibile nelle condizioni economiche che stiamo vivendo in piazza Manin. Disponibili quindi a discutere di una sede idonea e, questa volta, definitiva per tutti gli ambulanti. Ma in quella sede dobbiamo arrivarci ancora vivi. E per rimanere vivi dobbiamo tornare in Piazza dei Miracoli, anche a precise condizioni».
Il presidente del consorzio dei bancarellai spiega quali condizioni: «Sicuramente per un periodo limitato e definito nei tempi. Solo quindi in attesa della sede definitiva condivisa. Poi - conclude - con strutture mobili su ruote (peraltro previste nell’attuale piano del commercio) da riporre a fine giornata, tanto che stiamo anche individuando un’area per il ricovero. Disponibili anche a liberare la piazza in caso di eventi particolari che sarebbero ostacolati dalla nostra presenza».
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