Il dolore
Il padre della studentessa: c’è anche tanta solidarietà
PISA. «Sono atti frutto di una scarsa educazione. Andiamo avanti anche grazie alla solidarietà di tanta gente che ci ha espresso vicinanza». Il padre della studentessa senegalese destinataria di...
PISA. «Sono atti frutto di una scarsa educazione. Andiamo avanti anche grazie alla solidarietà di tanta gente che ci ha espresso vicinanza». Il padre della studentessa senegalese destinataria di lettere con insulti razzisti ringrazia le forze dell'ordine e la città per l'ampia solidarietà giunta a sua figlia e alla sua famiglia.
Come sta vivendo questo periodo sua figlia?
«È addolorata, ma è anche molto forte. Va avanti per raggiungere il suo obiettivo e questo la aiuta a superare ogni ostacolo».
E la sua famiglia?
«Siamo molto uniti. La cattiveria esiste, ma non ci arrendiamo e andiamo avanti, anche grazie ai tantissimi messaggi di solidarietà e di vicinanza che abbiamo ricevuto, che ci aiutano ad andare avanti».
La sua famiglia è stata vittima di altri episodi di razzismo?
«Sono in Italia da 15 anni. Vivo a Pisa e lavoro a Livorno. Non siamo mai stati vittime di episodi di razzismo: siamo ben integrati e siamo stati bene accolti».
Come giudica il lavoro degli inquirenti?
«Prima delle perquisizioni di ieri (giovedì, nda) ho inviato un'email alle forze dell'ordine per ringraziarle del grande lavoro svolto e per quello che con determinazione stanno portando ancora avanti».
Martedì scorso la sua famiglia è stata ricevuta dal sindaco.
«Filippeschi ci è stato molto vicino. È una persona sensibile verso le famiglie che hanno queste difficoltà. Ha espresso solidarietà e condannato questi gesti, ma anche la volontà di studiare iniziative affinché questi atti non si ripetano più».
Pisa sta vivendo una deriva razzista?
«No, assolutamente. Quello che è successo è colpa della scarsa educazione. Noi genitori abbiamo un ruolo molto importante: educare i nostri figli. Oggi, spesso, i genitori demandano l'educazione alla scuola, lasciando tutta la responsabilità agli insegnanti. Dobbiamo essere invece noi i primi ad educare all'uguaglianza e al rispetto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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