Il Tirreno

Pisa

la lunga attesa

Mamme che portano panini ai figli rimasti per ore in aula

di Gianluca Campanella
Mamme che portano panini ai figli rimasti per ore in aula

PISA. Due professoresse fuori dalla porta si augurano: «Speriamo che questa storia finisca». Un carabiniere in borghese appoggiato sugli infissi di legno guarda l’interno dell’aula, per evitare che i...

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PISA. Due professoresse fuori dalla porta si augurano: «Speriamo che questa storia finisca». Un carabiniere in borghese appoggiato sugli infissi di legno guarda l’interno dell’aula, per evitare che i ragazzi non nascondano smartphone e simili. E qualche mamma alla spicciolata arriva con un “cestino” di panini. La scena è questa dopo le 13 di ieri nella scuola della studentessa di 14 anni che ha ricevuto sette lettere anonime dal tono razzista. Una perquisizione durata ben oltre l’orario di lezione e che ha cercato di essere meno invasiva possibile.

Eppure tutti hanno visto la macchina dell’Arma parcheggiata davanti alla scuola, tutti hanno visto due uomini in divisa (le procedure imponevano la loro presenza; gli altri indossavano vestiti civili) e nell’istituto pisano ieri non si è parlato d’altro. I ragazzi della prima continuano a vivere in una sorta di bolla: da quando lo scandalo delle lettere offensive è diventato di dominio pubblico, continuano a vivere la cosa in apparenza con il sorriso; escono dalla classe, notano l’insolito via vai di adulti non identificati e commentano tra loro divertiti.

I colleghi più grandi o di altre prime sono più gravi nelle reazioni: a mezza voce, seduti sui muretti, ripetono le frasi di quelle lettere che hanno conosciuto dalla stampa. Solo in due momenti ieri è sembrato incrinarsi il senso di normalità che si sono auto costruiti i compagni della ragazzina di colore: quando un allievo ha chiamato i suoi genitori, che hanno allertato l’avvocato; e quando la quattordicenne è andata via al termine dell’ora ufficiale di scuola, mentre gli altri sono restati in aula. Il legale Carlo Porcaro D’Ambrosio si è intrattenuto quindici minuti all’interno della scuola e ai giornalisti che facevano capannello fuori ha detto: «Ricordo che stiamo parlando di minori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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