Sicurezza
Cantieri, arrivata la firma: il marchio a Mondomarine
A La Spezia parte un ’indagine sulla sottrazione di quasi trecentomila euro Nell’inchiesta anche il liquidatore Galantini: «Atto dovuto, anche a mia tutela»
PISA. I Cantieri di Pisa passano ufficialmente alla Mondomarine. Ieri, i rappresentanti della società savonese hanno sottoscritto il rogito notarile per il passaggio di proprietà dello storico marchio della nautica pisana. «Il lavoro ha vinto sulla rendita e sulla speculazione – commenta Gianfranco Francese, segretario della Cgil -. Un risultato ottenuto grazie alla tenacia, all'orgoglio e alla capacità di resistenza dei lavoratori, alla lucidità e lungimiranza dell'azione sindacale e alla concretezza, trasparenza e determinazione di Mondomarine. Ricomincia una storia gloriosa, fatta di lavoro, sudore e successi che ha onorato e fatto conoscere il nome di Pisa nel mondo».
Nelle prossime ore, Rsu e Cgil incontreranno la proprietà per definire tempi e modi della ripresa produttiva. «Alle istituzioni – conclude la Cgil - il compito di recepire e facilitare questa necessità, a partire dalla immediata, seppur provvisoria, attribuzione delle concessioni demaniali a Mondomarine».
Il commercialista Federico Galantini, liquidatore del Gruppo Baglietto, di cui i Cantieri facevano parte, risulta intanto indagato nell'ambito di un'inchiesta della Guardia di finanza de La Spezia scattata su mandato della Procura della città ligure, con l'ipotesi accusatoria di «non aver vigilato sui conti del concordato», nelle cui casse risulta un buco di quasi 300.000 euro, come riporta Il Secolo XIX. A finire sotto i riflettori della magistratura è soprattutto Ornella Vittoria, segretaria del concordato Baglietto. Secondo gli inquirenti, attraverso operazioni di home banking, sarebbe riuscita a mettere le mani su una fetta importante di soldi che da anni i creditori della Baglietto aspettano di ricevere: 293.000 euro in tre anni. Il sostituto procuratore Claudia Merlino contesta a Vittoria il reato di sottrazione dell'attivo fallimentare. Sul registro degli indagati è finito anche Galantini, ma il suo coinvolgimento appare un atto dovuto. Secondo gli inquirenti non avrebbe infatti vigilato con attenzione sui conti del concordato. Galantini tranquillizza i creditori: «Con un'azione civile messa in atto prima dell'arrivo della magistratura – spiega il commercialista - stiamo recuperando tutta la somma più gli interessi. L'azione della magistratura riguarda una dipendente che ha falsificato dei documenti e si è appropriata del denaro. Il mio coinvolgimento è un atto dovuto, in quanto titolare del conto, ed è anche a mia tutela».
Danilo Renzullo
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