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Pisa

TIRARLA ANCORA PER LE LUNGHE NON SERVE PROPRIO A NESSUNO

di FRANCESCO LOI

di FRANCESCO LOI Gli ambulanti mettono sul tappeto tutti i loro problemi. Il momento è propizio, siamo al rush finale della campagna elettorale per le regionali e, come notorio, gli animi in queste...

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di FRANCESCO LOI

Gli ambulanti mettono sul tappeto tutti i loro problemi. Il momento è propizio, siamo al rush finale della campagna elettorale per le regionali e, come notorio, gli animi in queste fasi sono più sensibili. È anche vero che le questioni da loro esposte non sono certo definibili una novità. Tutt’altro. Sono nodi che si trascinano da tempo senza essere risolti. Il caso più emblematico, nell’elenco dei problemi lamentati, è quello dei bancarellai che vendono souvenir: prima in Piazza dei Miracoli, sede storica e con guadagni di un certo livello, e da qualche mese nella limitrofa piazza Manin, dove la tendopoli allestita contrasta con il dovuto rispetto per la zona Unesco; e tra le conseguenze c’è anche quella del crollo degli incassi (che non sorprende).

La vicenda delle bancarelle è un tira e molla, anche con risvolti in tribunale (che ha dato ragione un po’ al Comune e un po’ ai commercianti), sfiancante. Nessuno decide. Proviamo allora ed elencare le poche, pochissime certezze: tutti hanno capito, ambulanti per primi, che la sede definitiva delle loro attività non sarà più Piazza dei Miracoli. Anche qui un interrogativo spunta: per il Comune l’ultima parola è del ministero dei Beni culturali (decreto Franceschini), ma lo stesso ministro arriva a Pisa qualche giorno fa e dice il contrario. Però concordano che le bancarelle dovranno alla fine andare altrove.

Ma quando? E nel frattempo devono restare dove sono, hanno un’alternativa valida o possono sperare, seppur in via temporanea, di rientrare in Piazza dei Miracoli in attesa della sede definitiva? La logica suggerirebbe: guardiamo cosa dice il piano del commercio. Impossibile, visto che il piano è di quattordici anni fa e prevede come destinazione dei banchi un’area che doveva essere lasciata libera dall’esercito (la caserma Bechi Luserna), ma che invece resterà a lungo zona militare. Evidente che, così facendo, si continua a girare intorno al punto. Inutilmente. Intanto il cantiere del Museo delle Sinopie, in Piazza dei Miracoli, motivo che ha portato al trasloco delle bancarelle, va avanti a suon di proroghe che danno l’opportunità/scusa per rinviare ancora il problema.

Resta da capire ora chi vuol fare tatticamente il primo passo. Il ministero non vuole più le bancarelle davanti alla Torre (e ha sue ragioni)? Gli enti locali si muovano di conseguenza. Gli ambulanti non vogliono restare ancora a lungo nella tendopoli di piazza Manin, anche nella fase transitoria? Che comincino a pensare ad alternative, ad esclusione di piazza del Duomo, per il presente e il futuro. Tirarla per le lunghe, ancora, non serve a nessuno.

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