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Pisa

Intanto la procura continua le indagini sull’ammanco

La procura continua le indagini sul buco a Ifc, nate dalle denunce presentate dai vertici pisani dell’istituto e da quelli romani del Cnr. Compito difficile se persino i querelanti hanno dato...

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La procura continua le indagini sul buco a Ifc, nate dalle denunce presentate dai vertici pisani dell’istituto e da quelli romani del Cnr. Compito difficile se persino i querelanti hanno dato versioni diverse sulla consistenza dell’ammanco. Ma adesso, per la prima volta in modo formale (davanti al consiglio d’istituto), i massimi responsabili del Cnr certificano che non si possono mettere nel conto – e quindi addebitare a chi ha lavorato in Ifc dal 2008 al 2014 – i soldi che la Regione doveva all’istituto prima del primo novembre 2007: era di 41 milioni il debito della Toscana al momento della scissione di Ifc Creas in Ifc (ricerca) e Fondazione Monasterio (sanità). Ed erano rimasti 6.272.051,07 euro di crediti per Ifc nel 2014. Per anni l’attività dell’istituto pisano ha coinvolto tutto il personale nel recupero della somma, persino con tagli dolorosi ai fondi non vincolati: tutto è stato portato a conoscenza della direzione romana con report trimestrali di cui era informata anche la locale comunità di ricercatori. Eppure, ancora nel dicembre 2014, al consiglio d’istituto è stato presentato un quadro che mescolava le irregolarità vere con somme che Pisa stessa chiedeva di classificare come ormai inesigibili.

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