Il Tirreno

Pisa

«È lui»: la barista riconosce l’aggressore

di Giovanni Parlato
«È lui»: la barista riconosce l’aggressore

Lo ha visto mentre camminava in strada e ha telefonato al 113. La polizia aveva inserito il nome in una lista di sospetti

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. È stata lei stessa a riconoscere il malvivente che all’interno del suo bar non aveva esitato a picchiarla con un bastone per rapinarla.

La svolta, lunedì pomeriggio. Silvia Pistoia, 27 anni, al settimo mese di gravidanza, nei pressi della stazione dove si trova il suo bar, all’improvviso ha un sussulto: vede il suo aggressore. Sta camminando a piedi, tranquillo. È ritornato sul luogo del delitto convinto ormai di averla fatta franca. Ma quel volto era stato ben impresso nella mente della barista che prende il cellulare e chiama subito la sala operativa del 113. Una pattuglia della squadra volante si materializza subito in strada. I poliziotti fermano un tunisino di 49 anni, con permesso di soggiorno, residente a Pontedera, ma domiciliato a Pisa.

Il presunto autore dell’aggressione, con numerosi precedenti e in possesso di un coltello a serramanico, viene accompagnato in Questura. Il tunisino, dopo essere stato fotosegnalato, ritenuti dalla Squadra Volanti sussistenti i gravi indizi di colpevolezza per il reato di rapina aggravata e concreto il pericolo di fuga, viene sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Informata l'autorità giudiziaria, è stato trasferito presso al Don Bosco in attesa del provvedimento di convalida.

I margini dell'attività investigativa restano tutt'ora aperti, al fine di acquisire ulteriori dettagli che contribuiranno a chiarire quanto avvenuto il 27 aprile scorso alle 7,15 al Biba Bar di via Turati.

La donna barista (che la prossima estate darà alla luce una bambina) era stata vittima di un bandito solitario entrato nel suo bar. Il malvivente non si era fermato davanti a quella giovane donna in evidente stato interessante. L'aveva dapprima minacciata con un bastone e poi percossa derubandola del denaro e dei valori per diverse migliaia di euro. Si era dato quindi alla fuga a bordo di una bicicletta in direzione del centro.

Dopo il grave episodio, la polizia ha svolto indagini a tutto campo: acquisita la denuncia e la descrizione dell'autore della rapina da parte della vittima (che non aveva avuto altri testimoni), la polizia ha controllato tutti gli impianti di videosorveglianza e attivato le ricerche in città e nella provincia, concentrandosi, in particolare, negli ambienti frequentati dagli extracomunitari in quanto la vittima aveva fatto riferimento ad una persona riconducibile ad origini nordafricane. Sono stati setacciati i quartieri della stazione, locali, controllati internet point, sale giochi e soprattutto - anche grazie alla polizia scientifica - elaborato un elenco di sospetti di circa 30 persone individuate sulla base delle caratteristiche fisiche e somatiche della persona ricercata. Sono state attivate tute le fonti informative e intensificato il pattugliamento nel centro città nella convinzione che l'autore della rapina frequentasse i quartieri centrali di Pisa.

Lunedì pomeriggio, arriva la svolta al caso: la barista vede e riconosce il suo aggressore, la telefonata al 113, il fermo.

Gli investigatori scoprono che il fermato era all'interno di una lista di potenziali autori ottenuta attraverso uno screening antropometrico ottenuto attraverso una speciale banca dati in dotazione alla polizia scientifica ed agli uffici investigativi della Polizia di Stato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web