Il Tirreno

Pisa

«Amica, scusaci se non siamo intervenuti»

di Rebecca Pardi
«Amica, scusaci se non siamo intervenuti»

Tanti pensieri per la ragazza di colore vittima di razzismo, ma tra chi li firma forse c’è il colpevole

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PISA. «Noi studenti, a seguito delle brutte vicende capitate in questo mese di maggio, chiediamo le nostre più sentite scuse alla ragazza e alla sua famiglia per non essere intervenuti prima. Vogliamo far sentire oggi la nostra voce tramite le nostre testimonianze scritte raccolte sinora. Siamo molto speranzosi che i responsabili del gesto si costituiscano affinché questa storia termini al più presto. Speriamo inoltre che le forze dell'ordine trovino i colpevoli e che questi ultimi vengano puniti severamente». Queste le parole raccolte dai rappresentanti di classe, d'istituto e del collettivo in merito agli episodi di razzismo ai danni di una loro compagna di colore. Ecco alcuni dei commenti più significativi scritti dalle classi (non si esclude che tra i firmatari ci siano anche gli autori degli atti di razzismo).

«Nessuno dovrebbe giudicare per il colore della pelle l'intelligenza di una persona. Il razzismo è pura codardia e questo episodio ne è la triste dimostrazione».

«Non vogliamo rimanere indifferenti a questo episodio che ti ha colpito, amica nostra, ma dirti che ti sosteniamo in tutto quello che fai e dici perché sei una di noi».

«La sensibilità non si misura dalla provenienza etnica, ma esclusivamente dalla capacità di rapportarsi agli altri in termini di rispetto e di tolleranza: le offese rivolte a te, colpiscono anche noi». E ancora: «Non è accettabile che nel 2015 ci siano persone ancora così chiuse mentalmente e che queste circolino a piede libero in una scuola. Tutto questo si traduce in una sola parola: ignoranza. Ti auguriamo una carriera brillante e di poter raggiungere tutti i tuoi obiettivi».

«Sono le persone come te che possono rendere migliore il futuro. Non ci sono barriere in grado di fermarti e tu, nonostante la tua giovane età, lo stai dimostrando».

«Un gesto razzista, sconcertante e incivile. La cosa peggiore e che ferisce di più è la giovane età dei ragazzi che hanno compiuto un'azione così bassa e mediocre ed il fatto che è impossibile che nessuno sappia: percepiamo un clima di omertà». Un'altra classe cita Martin Luther King: «Io sogno che i miei quattro bambini, un giorno, possano vivere in una nazione in cui non verranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per la sostanza del loro carattere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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