Sicurezza
«Amica, scusaci se non siamo intervenuti»
Tanti pensieri per la ragazza di colore vittima di razzismo, ma tra chi li firma forse c’è il colpevole
PISA. «Noi studenti, a seguito delle brutte vicende capitate in questo mese di maggio, chiediamo le nostre più sentite scuse alla ragazza e alla sua famiglia per non essere intervenuti prima. Vogliamo far sentire oggi la nostra voce tramite le nostre testimonianze scritte raccolte sinora. Siamo molto speranzosi che i responsabili del gesto si costituiscano affinché questa storia termini al più presto. Speriamo inoltre che le forze dell'ordine trovino i colpevoli e che questi ultimi vengano puniti severamente». Queste le parole raccolte dai rappresentanti di classe, d'istituto e del collettivo in merito agli episodi di razzismo ai danni di una loro compagna di colore. Ecco alcuni dei commenti più significativi scritti dalle classi (non si esclude che tra i firmatari ci siano anche gli autori degli atti di razzismo).
«Nessuno dovrebbe giudicare per il colore della pelle l'intelligenza di una persona. Il razzismo è pura codardia e questo episodio ne è la triste dimostrazione».
«Non vogliamo rimanere indifferenti a questo episodio che ti ha colpito, amica nostra, ma dirti che ti sosteniamo in tutto quello che fai e dici perché sei una di noi».
«La sensibilità non si misura dalla provenienza etnica, ma esclusivamente dalla capacità di rapportarsi agli altri in termini di rispetto e di tolleranza: le offese rivolte a te, colpiscono anche noi». E ancora: «Non è accettabile che nel 2015 ci siano persone ancora così chiuse mentalmente e che queste circolino a piede libero in una scuola. Tutto questo si traduce in una sola parola: ignoranza. Ti auguriamo una carriera brillante e di poter raggiungere tutti i tuoi obiettivi».
«Sono le persone come te che possono rendere migliore il futuro. Non ci sono barriere in grado di fermarti e tu, nonostante la tua giovane età, lo stai dimostrando».
«Un gesto razzista, sconcertante e incivile. La cosa peggiore e che ferisce di più è la giovane età dei ragazzi che hanno compiuto un'azione così bassa e mediocre ed il fatto che è impossibile che nessuno sappia: percepiamo un clima di omertà». Un'altra classe cita Martin Luther King: «Io sogno che i miei quattro bambini, un giorno, possano vivere in una nazione in cui non verranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per la sostanza del loro carattere».
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