Il Tirreno

Pisa

Festeggiate in San Rossore oltre cento coppie di sposi

di Carlo Palotti

Sono quelle che si sono unite in matrimonio nel 1965. Cerimoniere il vicesindaco Ma Virgilio Barachini (Unione Inquilini) attacca: «Chi paga questa festa?»

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PISA. Mezzo secolo insieme, un traguardo ambito e raggiunto da tutte le coppie partecipanti alla cerimonia “Cin… Cin… Quant’anni” a Pisa. Nella splendida cornice delle Cascine Vecchie del Parco di San Rossore, l’amministrazione comunale ha voluto riproporre la bella iniziativa che da qualche anno raggruppa e festeggia le più longeve coppie pisane. Al termine della giornata e dopo il discorso del vicesindaco Paolo Ghezzi, spazio alla musica del pianista e giornalista Doady Giuliano e alla voce dei fratelli Conticini: Paolo e Stefano. Poi gli sposi intervenuti hanno innalzato i calici per il brindisi collettivo e gustato tutti insieme la torta commemorativa. Sotto la pioggia e riparati dalle strutture allestite per l’occasione, il primo a prendere la parola e a fare gli onori di casa è il vicesindaco Paolo Ghezzi. A lui il compito di riportare indietro le lancette dell’orologio, fino al 1965, anno in cui le coppie invitate convolarono a nozze cariche di sogni e piene di speranze verso il futuro. Il segreto della longevità di coppia sembra essere la sopportazione: «Sì, è così», dice divertito Mario, nato e cresciuto in città con al fianco la moglie. A Marta il compito di rilanciare: «Serve quella e la voglia di stare insieme anche nelle difficoltà».

L’intervento di Ghezzi si snoda tra i nudi e crudi fatti di cronaca internazionale e le hits musicali italiane di quell’anno. In generale i pisani sembrano contenti dei progressi che ha fatto la città negli anni in cui sono stati sposati. Diversi di loro non lascerebbero Pisa per nulla al mondo. Franco e Gloria fanno parte di questa lista. «Ho girato in lungo e in largo per lavoro – racconta Franco – ma Pisa resta e sarà per sempre la nostra casa».

Agli occhi di chi è stato fuori per tanto tempo, i pisani appaiono poco propensi a godersi i piaceri della città: «Spesso sento dei commenti negativi sulla nostra città e invece siamo vivi. Questa bella iniziativa ne è la prova». Anche Gloria la pensa allo stesso modo: «Negli anni in cui mio marito Franco doveva lavorare fuori, spesso l’ho seguito, ma anche nei posti più belli ed esotici i nostri pensieri tornavano a Marina di Pisa e al suo litorale. Il segreto per una lunga convivenza? Volersi bene e crederci».

Presenti tra i festeggiati anche i genitori dei fratelli Conticini: babbo Ugo e mamma Milena. La festa è poi proseguita fuori dalla sala, sotto gli archi delle Cascine Vecchie con la distribuzione di spumante e dolce agli accompagnatori delle coppie pisane. Nel piazzale e grazie al meteo tornato favorevole, è arrivato il momento delle foto ricordo a cura dell’Associazione Imago.

Non è mancata, però, una polemica firmata da Virgilio Barachini (Unione Inquilini): «A San Rossore è stata organizzata un'accoglienza, con musica e rinfresco, per le coppie che festeggiano nel 2015 le nozze d'oro. Mia moglie e io siamo nati a Pisa e ci siamo sposati nella Chiesa della Maddalena il 26 agosto 1965. Abitiamo dal 1969 in Lungarno Bonaccorso da Padule (ovvero a Porta a Mare, con vista della medievale porta ora sotto restauro). Certamente tutto ciò non rappresenta alcun merito, ma almeno, egregio vicesindaco, mi sembra ci dia il diritto di capire com’è stata organizzata l'iniziativa, da chi è pagata e con quali criteri sono stati fatti gli inviti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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