Sicurezza
Contratto di solidarietà per un anno alla Colombo
I 70 dipendenti della sede di Ospedaletto evitano una nuova cassa integrazione La soluzione adottata garantisce la continuità aziendale e produttiva
PISA. Dopo un periodo di cassa integrazione per gli operai della Carlo Colombo Spa, azienda leader nel mercato dei semilavorati in rame, scatta un anno di solidarietà.
Venerdì scorso, durante un incontro tra l'amministratore delegato della società e i sindacati, è stato raggiunto un accordo per l'applicazione dei contratti di solidarietà ai 70 dipendenti impiegati nello stabilimento di Ospedaletto. Una soluzione che rappresenta una garanzia per la continuità della produzione e scongiura il periodo di cassa integrazione a zero ore precedentemente prospettato, che avrebbe significato la sospensione di qualsiasi attività. L'ex Colata Continua Pisana, nata nel 2003 dalle ceneri delle ex Fonderie Pisane e nel 2009 inglobata nella Carlo Colombo, è stata una delle prime aziende del settore a finire nel vortice della crisi.
Le difficoltà del settore dell'edilizia, la concorrenza cinese e l'affermazione delle industrie tedesche in Italia e nel bacino del Mediterraneo (uno dei mercati principali della società) hanno disegnato una parabola discendente per la Carlo Colombo, sulla quale ha influito anche l'innalzamento dei costi della materia prima e il calo della richiesta. La Glencore, multinazionale anglo-svizzera dell'industria estrattiva, è entrata nella società partecipando al percorso di crisi e acquisendo la maggioranza del pacchetto azionario, mentre la minoranza è stata ripartita tra un gruppo di 21 banche e la vecchia proprietà, che conserva poco meno del 20% delle azioni. La società deve varare adesso un nuovo piano industriale, che andrà a modificare quello stipulato precedentemente, che non ha prodotto i risultati sperati.
L'azienda - che tra Pisa e Pizzighettone (dove ha sede l'altro stabilimento produttivo) impiega circa 200 operai -, ha mostrato la volontà di investire nel sito di Ospedaletto circa 3.500.000 di euro per modernizzare il sito e rilanciare l'attività. I dipendenti, però, dopo quattro anni di contratti di solidarietà e uno di cassa integrazione, sono chiamati ad un altro anno di sacrifici. «Con la stipula dei contratti di solidarietà, assolutamente non scontati, abbiamo raggiunto un primo obiettivo - commenta Raimondo Feliciano della Fiom-Cgil - che ci permette di discutere e pianificare, anche con le istituzioni, le soluzioni migliori per favorire la produzione di una delle aziende più importanti del territorio pisano».
Danilo Renzullo
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