Il Tirreno

Pisa

Rigassificatore: la società Olt chiede navi più grandi

di Gianluca Campanella

PISA. La Olt offshore ing Toscana spa, società proprietaria del rigassificatore “Fsru Toscana” al largo delle coste pisane e livornesi, ha fatto richiesta di aggiornamento per il terminale...

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PISA. La Olt offshore ing Toscana spa, società proprietaria del rigassificatore “Fsru Toscana” al largo delle coste pisane e livornesi, ha fatto richiesta di aggiornamento per il terminale galleggiante con i seguenti tre punti: incremento dell’attuale limite di capacità delle navi metaniere che possono accostare al terminale; incremento del delta termico dell’acqua di mare necessaria alla rigassificazione; e utilizzo dello scarico idrico Sf3 in modalità “zero send out”. In pratica Olt chiede di far transitare navi più grandi, di rilasciare in mare acque più fredde e di utilizzare più degli attuali 15 giorni all’anno lo scarico che si adopera quando l’impianto è fermo.

L’avvio della procedura è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 maggio e ci sono 45 giorni di tempo dalla data di pubblicazione sul portale delle Valutazioni ambientali del ministero dell’Ambiente per presentare in forma scritta proprie osservazioni.

Marco Ricci e Ciccio Auletta, consiglieri comunali di Città in comune-Rifondazione comunista, denunciano «l’industrializzazione del nostro mare per i soli interessi finanziari di pochi» e chiedono un dibattito pubblico sull’argomento. Secondo i due esponenti, le richieste avanzate da Olt «certificano l’inutilità dell’opera»: infatti, aumentare il limite di capacità delle navi metaniere attualmente fissato a 155.000 metri cubi e gestire meglio anche le fasi di non funzionamento, sarebbero il risultato «della scarsa richiesta di metano dalla rete». Inoltre, aumentare la differenza di temperatura tra l’acqua prelevata e quella immessa nuovamente in mare, «non rischia di abbassare troppo la temperature di quelle acque, per altro non lontane da aree marine protette?». Secondo la relazione tecnica di Olt, navi più grandi sono richieste dai nuovi standard internazionali; picchi più freddi di acque servono a migliorare l’efficienza dell’impianto, ma non modificano le frigorie annuali totali; e la modalità “zero send out” attenua l’impatto ambientale per il risparmio energetico e la riduzione di acqua prelevata. Ricci e Auletta non ci stanno: «Facciamo arricchire ulteriormente qualcuno con i soldi delle nostre bollette».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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