Il Tirreno

Pisa

Italiana Servizi, partita la dismissione della sede

di Daniele Benvenuti
Italiana Servizi, partita la dismissione della sede

I ventisei lavoratori che rischiano il posto sono in assemblea permanente mentre i sindacati chiedono un confronto urgente con l’azienda e i politici

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PISA. Sono iniziate ieri le procedure per la dismissione della sede di Montacchiello di Italiana Servizi con lo smantellamento dei primi macchinari. Un passo che va nella direzione temuta dai 26 dipendenti per i quali il 15 giugno scade l’appalto di fornitura delle lavorazioni da parte di Bassilichi, e che quindi vedono sempre più a rischio il loro posto di lavoro. Lavoratori che da ieri sono in assemblea permanente per provare a scongiurare, almeno per ora, la dismissione della sede in attesa di un tavolo di concertazione proprio con Bassilichi come principale committente di Italiana Servizi.

Al fianco dei lavoratori c’erano il segretario provinciale della Cgil Gianfranco Francese e la segretaria Filcams Caterina Ballanti che in mattinata hanno incontrato i vertici di Italiana Servizi. «Il nostro obiettivo per salvare i posti di lavoro – ha detto Francese – è quello di portare ad un tavolo di discussione tutti i soggetti, a cominciare da Bassilichi. Nell’incontro con Italiana Servizi abbiamo affrontato i temi più immediati legati alle procedure per il ricorso agli ammortizzatori sociali. Ma è del tutto evidente che se le commesse vengono disdette, bisogna intervenire a monte».

La situazione è precipitata nel giro di pochi giorni. Spiegano i lavoratori: «Avevamo avuto notizie che Bassilichi avrebbe disdetto l’appalto con Italiana Servizi il 30 giugno. Poi la settimana scorsa una lettera in cui si anticipava la data al 15 giugno, ma soprattutto si annunciava la dismissione della sede. Siamo consapevoli dei cambiamenti che nel frattempo sono intervenuti, in primo luogo il venir meno del rapporto commerciale tra Bassilichi e C-Global (l’azienda rilevata dalla stessa Bassilichi nel 2011 dopo la vertenza con la casa madre Cedacri), ma quelle lavorazioni che ci garantivano occupazione sono state dirottate su altri centri e altre aziende, non certo abbandonate».

I lavoratori ed il sindacato fanno dunque pressione su gli enti locali e appunto su Bassilichi per rispettare accordi presi al momento dell’insediamento a Montacchiello.

«Montacchiello doveva essere un nuovo polo tecnologico proprio grazie all’arrivo di Bassilichi – aggiunge Caterina Ballanti -. Tante promesse alle quali non sono seguiti fatti. Anche gli ex lavoratori di C-Global, professionalità alla pari di quelle di Italiana Servizi, sono stati riconvertiti dalla stessa Bassilichi. È evidente che quel progetto di sviluppo è tramontato. Per questo chiediamo di sederci ad un tavolo con quei soggetti politici che erano presenti al momento degli annunci di Bassilichi per capire quali siano le reali intenzioni dell’azienda e, di conseguenza, quale sia il futuro dei lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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