Sicurezza
Canapisa, edizione in tono minore a causa della pioggia
Sfilano in quattromila ma sono meno degli anni passati. Festa finale davanti al carcere, qualche lieve malore. Noi Adesso Pisa e Fratelli d'Italia presentano centinaia di firme contro il corteo
PISA. Il cattivo tempo ha penalizzato Canapisa. Una pioggia leggera ma incessante ha accompagnato i manifestanti (circa 4.000 secondo la polizia, ma molti meno rispetto al passato) giunti da tutta Italia per chiedere la legalizzazione delle droghe. La storica street parade antiproibizionista, giunta alla quindicesima edizione, è partita da piazza della Stazione e ha poi percorso le vie del centro fino a via Canavari, dietro il carcere Don Bosco. Il ritrovo era fissato per le 16 davanti alla stazione centrale: i primi che arrivano si riparano sotto i portici di piazza Vittorio Emanuele e viale Gramsci. Sono giovanissimi, si siedono sugli scalini a bere e fumare. «Prendiamo un cinquino, che dici?» chiede un ligure al suo compagno, che gli risponde: «Certo, basta che sia roba buona!», e i ragazzi si riforniscono di hashish da un “fornitore” lì accanto. Poco più avanti c’è chi chiede un filtro per rollare una canna e chi beve da una bottiglia di vodka.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.11477647:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2015/05/23/news/gli-antiproibizionisti-in-piazza-1.11477647]]
I frequentatori abituali di viale Gramsci osservano stupiti questo “spettacolo”: solitamente certi smerci si fanno di nascosto, non in pieno giorno e circondati dalle forze dell’ordine. Meno divertiti gli esercenti, costretti a togliere sedie e tavolini per evitare che vengano usati da tutti tranne che dai loro clienti. Sei i camion che “sparano” musica, non sette come da programma. Un caravan proveniente da Macerata ha preferito rinunciare.
Come da tradizione, ogni autocarro si è presentato con decorazioni festose, depliant informativi sulle sostanze e sound diversi (dallo ska all’house). Nessuno vende alcolici: poco male, ci sono i ben forniti minimarket e ambulanti locali. Giovani e adulti sfilano bevendo e fumando in libertà. Il corteo parte alle 17.30, ma c’è già chi ha bisogno delle cure mediche per lievi malori.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.11483913:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2015/05/24/news/si-sente-male-al-canapisa-ragazza-soccorsa-dal-118-1.11483913]]
«Basta criminalizzare chi fa uso di droghe, sì ad un uso libero e consapevole», urla al megafono Alberto Mari, uno degli storici organizzatori dell’iniziativa. Lo striscione all’inizio del corteo riassume il senso della manifestazione: «Canapisa libera tutti. No carcere. No psichiatria». Osservatorio anti-proibizionista e Canapisa Crew da anni contestano le leggi proibizioniste, fanno informazione sulle sostanze stupefacenti. Contrastano anche la psichiatria moderna che, dicono gli organizzatori, «impone l’uso di psicofarmaci, in contrasto con il diritto all’autodeterminazione dell’individuo». Nel corteo è presente anche il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud.
@rondyne @newsmarijuanait un corteo di dementi
— Maurizio Gasparri (@gasparripdl) May 23, 2015
Intanto Noi Adesso Pisa e Fratelli d’Italia-An hanno consegnato centinaia di firme al questore contro Canapisa. «Durante il colloquio, i delegati hanno riferito le numerose e documentate lamentele che i cittadini che sono accorsi ai banchetti organizzati negli ultimi mesi hanno portato all’attenzione dei militanti che raccoglievano le firme – si legge in una nota -. Il questore, nel prendere atto di questi resoconti dettagliati, si è impegnato a riportare il problema sui tavoli tecnici di sua competenza».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:foto-e-video:1.11479178:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/foto-e-video/2015/05/23/fotogalleria/il-corteo-di-canapisa-attraversa-la-citta-1.11479178]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
