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Pisa

Accoltella vigile urbano patteggia e torna libero

Accoltella vigile urbano patteggia e torna libero

Ferito a una mano il vice comandante Migliorini assalito durante uno sgombero «Mi ha aggredito puntando la lama al collo». Decisivo l’intervento di un senegalese

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PISA. Coltelli e feriti nello sgombero di un accampamento abusivo di rom. È successo in tarda mattinata in golena d’Arno dove il vice comandante della polizia municipale, Paolo Migliorini è stato ferito alla mano sinistra con una coltellata sferrata da Victor Aurel, 48 anni, romeno, arrestato per lesioni e resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

Dopo una notte in camera di sicurezza, ieri mattina il romeno è stato processato con rito direttissimo. Difeso dall’avvocato Massimo Parenti, Aurel ha patteggiato 2 anni con la condizionale ed è stato rimesso in libertà.

Per Migliorini referto di 7 giorni per un taglio alla mano sinistra. Questa è la storia raccontata con il lieto fine. Le premesse, però, erano ben altre.

Aurel, diversi precedenti per reati contro il patrimonio, al momento dello sgombero aveva chiesto di recuperare alcuni effetti personali dal canneto. Nulla da ridire. Il personaggio è noto ai vigili per altri accampamenti e in linea di massima non aveva mai creato problemi. Secondo l’accusa, tuttavia, il rumeno ha iniziato prendere tempo nello spostare masserizie diverse dai suoi effetti nel tentativo forse di ritardare le operazioni di abbattimento. Quando una agente donna della polizia municipale gli ha chiesto di sbrigarsi, l'uomo le è saltato addosso ed ha cominciato a spintonarla con violenza gridandole «Tu sei donna e non conti un cazzo. L'uomo sono io!» È stata la reazione improvvisa che ha portato sulla scena il vice comandante Migliorini arrivato a piedi dopo una rapida telefonata. Prima ha cercato di calmare il rumeno, che, al contrario, lo ha aggredito provando a colpirlo con pugni al volto. Non c’è riuscito. Così è tornato indietro e dopo aver alzato un secchio di metallo che aveva portato poco prima in zona ha estratto un coltello acuminato con una lama della lunghezza di 20 cm.

«Gli ho detto di gettarlo a terra, ma il romeno si è scagliato contro di me cercando di colpirmi al collo – racconta Migliorini –. Se avesse preso la giugulare sarei morto». A pochi metri l’operaio senegalese che era ai comandi della ruspa, Kebe Bassirou, 46 anni, di Pisa, ha fatto la mossa provvidenziale per la sorte del vice comandante: lo ha tirato con energia per la maglia e il fendente del romeno si è abbattuto sulla mano sinistra. Solo quando Migliorini ha estratto la pistola puntandola contro il romeno, l’aggressore ha gettato a terra il coltello.

L'agente e Migliorini hanno riportato lesioni medicate al pronto soccorso con prognosi di 7 giorni ciascuno. Lei per la distorsione del polso destro, lui per una ferita da taglio alla mano sinistra, contusione all’orecchio sinistro a seguito di un pugno alla base del cranio. Portato in caserma Aurel si è poi prodotto in violenze anche dentro gli uffici del comando, dove, liberatosi delle manette ha cercato di scagliarsi contro gli agenti che lo stavano sorvegliando. Durante la perquisizione il romeno aveva addosso un grosso paio di forbici (lunghezza 20 cm) nascoste nei pantaloni e 1700 euro in contanti in banconote da 500 e 100 euro. Dopo il patteggiamento è tornato libero. La polizia municipale ha chiesto l’emissione di provvedimento di espulsione dal territorio dello Stato, anche se l’uomo è comunitario, perché pericoloso per la sicurezza pubblica.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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