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Pisa

«La spiaggia non può essere tutta libera»

«La spiaggia non può essere tutta libera»

L’assessore sull’ex American Beach: i costi non possono essere sostenuti dalle tasse dei pisani

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PISA. Spiaggia tutta libera o solo un po’? Sull’ex American Beach soffiano ancora i venti della polemica. La commissione consiliare («spiaggia tutta libera») ha bocciato la scelta della giunta («spiaggia solo un po’ libera»), compresi due esponenti della maggioranza a Palazzo Gambacorti. «I costi delle concessioni (20.000 euro), i costi del personale per la pulizia dell’arenile, per la custodia del bene, la gestione e il salvamento, i costi degli allacci e le relative utenze, i costi assicurativi e le necessarie polizze fideiussorie per una stagione già iniziata non devono essere pagate da Pantalone (leggi “i soldi delle tasse dei pisani”)», ribatte l’assessore al patrimonio Andrea Serfogli, motivando e difendendo così la decisione della giunta sulla spiaggia.

La giunta «ha preso atto dell’atto di indirizzo approvato dalla commissione - aggiunge Serfogli - considerato che il piano di utilizzo degli arenili approvato dal consiglio comunale prevede per quella struttura la presenza di uno stabilimento balneare». Secondo l’assessore, dunque, la giunta si sta muovendo «in linea con l’ordine del giorno votato all’unanimità dal consiglio» per la realizzazione «di una spiaggia libera attrezzata con finalità sociali». E’ la parola attrezzata che si porta dietro i costi già elencati da Serfogli.

Quando gli americani hanno deciso di rinunciare al loro bagno, il Comune avrebbe potuto indire una gara secondo i criteri della Bolkenstein per attività imprenditoriali/balneari (come è classificata quell’area) per l’ex American beach. «Questa sarebbe stata la strada maestra - sottolinea Serfogli -. Invece, rispettando la natura di stabilimento balneare, abbiamo deciso di garantire una funzione sociale garantendo quanto più spazio libero possibile e prezzi sociali per le categorie svantaggiate, il tutto nel rispetto della sostenibilità economica». L’assessore poi ricorda che «ci troviamo di fronte non a una spiaggia libera, ma a uno stabilimento balneare con tanto di cabine in muratura, servizi igienici, ristorante, parcheggi, il tutto di proprietà dello Stato. Immobili che se si deteriorano devono essere ripagati dal Comune e quindi dalle tasche dei pisani».

Serfogli specifica comunque che per ora sarà fatto un bando sino a fine anno: «Sarà poi cura dell’amministrazione, nelle scelta dei criteri per il bando definitivo, porre la massima attenzione all’incremento della quota di spiaggia libera per questa struttura e più in generale sull’intero litorale». Infine, l’assessore ricorda: «La competenza a individuare i criteri generici per l’emanazione del bando, atto di esclusiva competenza del dirigente, è della giunta e non del consiglio. La competenza del consiglio è quella di modificare la programmazione urbanistica e la destinazione d’uso che attualmente è stabilimento balneare».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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