Attacco ai siti istituzionali fermato anche un pisano
Indagini della polizia postale sui pirati informatici attivi anche nel Livornese L’uomo arrestato è stato sorpreso mentre operava sul portale di un ministero
PISA. I vertici di Anonymous si celano tra i quartieri nord di Livorno, il porto e le campagne di Fauglia. Secondo gli investigatori della polizia postale ci sono tre livornesi fra i pirati informatici più noti nel mondo underground digitale italiano, e anche internazionale: uno è stato arrestato, gli atri due sono indagati. In manette è finito Valerio Camici, alias Aken (il suo pseudonimo nella rete), 32 anni da compiere, livornese residente a Fauglia, lavoratore portuale. È il fratello della vicesindaco di Colle, Libera Camici, figlio di Mario, nome storico della Compagnia Portuali. Secondo chi indaga, il giovane è considerato «una star del mondo underground». I denunciati sono entrambi livornesi e residenti in città: hanno 27 e 31 anni.
Gente in grado di fare danni ai sistemi informatici di importanti infrastrutture, siti istituzionali e realtà economiche come ministeri, polizia, carabinieri, Eni e Enel, compreso l’Expò 2015 di Milano, solo per fare qualche esempio. Sistemi secondo la polizia presi di mira da ripetuti attacchi informatici di cui venivano carpite credenziali di autenticazione (userid e password) ed altre informazioni sensibili, poi pubblicate sul web, attraverso veri propri canali social noti nell’ambiente. Martedì gli agenti della polizia postale di Roma hanno portato a termine un’articolata indagine a livello nazionale: in tutto, per il momento, gli arrestati sono due e i denunciati tre. Ma le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, sono ancora in corso. Le accuse nei confronti di Camici e dell’indagato 27enne sono associazione a delinquere finalizzata al danneggiamento di sistemi informatici, all'interruzione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche, all'accesso abusivo a sistemi informatici, nonché alla detenzione e diffusione di codici di accesso a sistemi informatici. Verso l’altro livornese invece, l’accusa è di favoreggiamento.
Camici è stato arrestato nella sua casa a Fauglia mentre era al computer, con la schermata aperta sul sito di un ministero. Un blitz preparato da tempo dagli investigatori e studiato nei dettagli: agenti mascherati da finti pirati informatici hanno lavorato per far sì che Valerio alias Aken fosse “al lavoro” nel momento dell’irruzione in casa. E così è stato: un escamotage per poter arrestare il giovane in flagranza di reato. Sorprendere l’hacker con il pc acceso ha permesso agli agenti di evitare la cifratura dei contenuti.
Gli investigatori della polizia postale, insieme ai colleghi della polizia marittima, hanno effettuato una ampia perquisizione che ha coinvolto non solo la casa del 31enne, ma anche il garage e la cantina. Sono stati così sequestrati pc, telefoni e altro materiale informatico trovato proprio in cantina.
Un arresto considerato un colpo grosso dagli investigatori: Aken, secondo quanto emerso dalle indagini, è il fondatore e leader del “canale” di livello internazionale nato come “operation greenrights”, cioè della campagna in cui sono stati riuniti gli attacchi di matrice ambientalista. Il suo pseudonimo era già emerso in precedenti indagini. Il giovane lavora per una ditta che fa capo alla Compagnia Portuali, della quale il babbo Mario è stato un nome molto noto per averci militato per anni, con ruoli di rilievo anche al livello dirigenziale.
Quanto agli altri due indagati, il più giovane è accusato di essere coinvolto in maniera diretta nelle violazioni dei sistemi informatici, mentre l’altro sarebbe accusato solo di favoreggiamento. Ma le indagini sono ancora in corso e anche le accuse sono in via di definizione.
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