Sicurezza
Appello a tutti i candidati «Aiutate il Marchesi»
Domani dibattito pubblico nella scuola con deputati ed esponenti politici I presidi: abbiamo bisogno di impegni per garantire il futuro del complesso
PISA. «Ci aspettiamo un impegno. Nessuno dei politici potrà più dire “non sapevo”». Nelle parole dei dirigenti scolastici Mariangela Chiapparelli e Marco Salardi, rispettivamente dello scientifico Buonarroti e del geometra Santoni, c’è il senso dell’iniziativa che si svolgerà domani al complesso scolastico Marchesi: deputati pisani e candidati consiglieri regionali sono stati invitati a prendere visione dello stato di degrado in cui versa l’edificio.
Alle 16,30 è prevista una visita (in forma privata per motivi di logistica); alle 17 il dibattito pubblico nell’auditorium A. Così, da passerella elettorale l’occasione rischia di trasformarsi in una trappola (in senso buono): i due presidi riconoscono che si tratta «di un’iniziativa inusuale, perché non facciamo politica; ma abbiamo bisogno di impegni e la Regione è il primo ente contattato dal ministero dell’Istruzione, dove si giocherà gran parte del nostro futuro». Non è un caso che i liceali si siano costituiti comitato e abbiano consegnato al governatore Enrico Rossi le oltre 3.800 firme raccolte per chiedere «una nuova struttura sicura, funzionale ed energeticamente sostenibile».
L’accelerazione è partita il 17 marzo con il crollo di un lucernaio di un laboratorio nell’unica ora della mattina in cui non erano previste lezioni: tragedia sfiorata, che ha scosso le coscienze. Ma è nota da tempo la situazione del complesso, progettato all’inizio degli anni Settanta e giunto alla fine del suo ciclo vitale (35 anni). I presidi danno atto a Comune, Provincia, prefetto, provveditore e vigili del fuoco «di essere intervenuti con tempestività e di essersi impegnati ad affrontare la questione non limitandosi a interventi nel breve e medio periodo, per quanto indispensabili, ma a favore di un progetto e della costruzione di una nuova sede». Il problema resta quello dei fondi e lì le istituzioni citate si fermano, per mancanza di risorse e/o di competenze. Purtroppo gli interventi tampone di manutenzione ordinaria e straordinaria servono solo a coprire temporaneamente le falle di un progetto non adatto a un istituto scolastico; i dirigenti lamentano che negli anni si è speso più di quanto servirebbe per una nuova struttura (si stima intorno ai 20 milioni).
Gianluca Campanella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
